Un palco libero, un titolo leggero come aria, una città che corre verso le sue Olimpiadi. A Milano, il 18 e 19 febbraio, lo Spazio Teatro No’hma accende le luci su Poids Plume: un incontro vivo tra corpo e idea, dove lo sport entra in scena e l’arte gli risponde, puntando dritto a ciò che ci tiene in piedi ogni giorno: la libertà.
Milano si prepara a Milano Cortina 2026. E la città non lo fa solo con piste e palazzetti. Lo fa anche con le parole, i gesti, la musica. Allo Spazio Teatro No’hma, il 18 e 19 febbraio, arriva Poids Plume. Uno spettacolo a ingresso libero che mette in dialogo arte e sport, valori olimpici e libertà individuale. È un invito semplice: sedersi, guardare, ascoltare il movimento.
No’hma è una casa aperta. Nata dal sogno di Teresa Pomodoro, oggi è riconosciuta per la sua programmazione internazionale e per l’accesso gratuito, di solito su prenotazione, per consentire a chiunque di entrare a teatro. Una scelta coerente con il tema della serata: lo sport come lingua comune, l’arte come strumento di inclusione.
Poids Plume, “peso piuma”, è un titolo che fa sorridere e pensare. Insegna che la leggerezza non è fragilità. È controllo. È ritmo. È quel momento in cui l’atleta sale sul blocco, o la danzatrice inspira prima del salto, e tutto si fa nitido. Il cuore dello spettacolo vive lì: nel confine tra forza e delicatezza, nel punto in cui la disciplina non cancella l’io, ma lo difende.
I Giochi Invernali non sono solo medaglie. Sono storie. Di rispetto, di cura del gesto, di limiti accettati e poi superati. In scena, questi fili diventano un tessuto visivo. Non servono cronometri per capirlo. Bastano il respiro e il silenzio che segue un atterraggio perfetto. È il codice non scritto dei valori olimpici: rispetto, amicizia, eccellenza. Li riconosci perché non hanno bisogno di spiegazioni, come quando una squadra applaude l’avversario che ha fatto meglio.
La Milano che guarda a Milano Cortina 2026 sa che la partita non si gioca solo sulle piste di Cortina, Livigno, Val di Fiemme. Si gioca anche nei teatri, nelle scuole, nelle piazze. Qui si costruisce un immaginario. Qui si impara a leggere il gesto atletico come un atto poetico. Non sono dettagli laterali: sono fondamenta culturali. Alcune iniziative nascono dentro programmi ufficiali, altre si muovono in autonomia. Al momento, per Poids Plume non risultano pubblici ulteriori crediti artistici nelle informazioni disponibili; il cuore, però, è chiaro: unire movimento e pensiero.
La libertà individuale sul palco non è capriccio. È responsabilità del corpo. È scegliere una traiettoria e mantenerla, anche quando il pubblico ti guarda e aspetta. Anche nello sport la libertà ha questo volto: una pattinatrice che cambia musica in gara e rischia, un fondista che rallenta per non lasciare indietro chi cade. Storie minime, ma con un peso specifico enorme.
Poids Plume promette questo tipo di esperienza: non un sermone, non un esercizio di stile, ma un passaggio di testimone emotivo. Entri da spettatore, esci con domande nuove. L’ingresso gratuito abbassa la soglia e apre una porta a chi, magari, il teatro non lo frequenta. È un segnale civile prima ancora che artistico.
Le date sono due, 18 e 19 febbraio, a Spazio Teatro No’hma. Chi ci andrà, probabilmente si porterà a casa un’immagine semplice: un corpo che sfida la gravità e, per un istante, la dimentica. Non è questo, in fondo, il senso delle Olimpiadi? Provare a stare sopra il proprio peso, senza schiacciarlo sugli altri. E tu, quando è stata l’ultima volta che ti sei sentito leggero come una piuma, ma saldo come una roccia?