Un paese si riconosce anche da come si siede a tavola. A Cerro al Lambro, il prossimo pranzo promette più di una pizza: promette voci nuove, sguardi che cambiano, una comunità che si allarga.
Capita che un invito a pranzo faccia scattare qualcosa. Non solo l’appetito. Scatta un’idea di città. Di vicinato che si guarda, si ascolta, si mette alla prova.
A Cerro al Lambro succede spesso. Le iniziative culturali non sono “cornice”, sono il quadro. L’Assessorato alla Cultura lavora perché le persone si incontrino sul serio, non solo per foto di rito. E a volte l’occasione è un tavolo rotondo. Con una pizza che profuma di farina, forno e futuro.
Chi ha già sentito parlare di PizzaAut lo sa. È un progetto nato in Lombardia che dà lavoro e formazione a ragazzi nello spettro dell’autismo. In sala e al forno ci sono loro, affiancati da professionisti. Si studiano i tempi del servizio, si imparano i gesti, si ascolta il cliente. È ristorazione, certo. Ma è anche autonomia, dignità, relazione.
In Italia le stime più recenti parlano di circa un bambino su 77 nella fascia d’età 7-9 anni con disturbo dello spettro autistico. Sono numeri che chiedono politiche, spazi, attenzione. E che spiegano perché un locale come PizzaAut sia diventato un simbolo riconosciuto, visitato e sostenuto anche dalle istituzioni nazionali. Non per moda. Perché funziona.
Ora c’è una data anche per noi. L’Assessorato alla Cultura di Cerro al Lambro organizza una gita sociale con pranzo da PizzaAut il 15 marzo. Le prenotazioni aprono il 18 febbraio. È un gesto semplice, quasi ordinario: si va a mangiare insieme. Ma ha un peso chiaro. Sostenere l’inclusione sociale senza discorsi complicati. Con forchetta, tovagliolo e attenzione.
In un pranzo così, spesso succede una cosa piccola e potente. Ti serve un ragazzo che ti racconta come ha composto il tuo ordine. Vedi la concentrazione, la cura, la voglia di far bene. Capisci che la parola lavoro qui è anche scuola di libertà. Ed esci con lo stomaco pieno, ma soprattutto con la testa che gira nella direzione giusta.
I posti, in queste uscite, vanno via in fretta. Segna la data di apertura delle prenotazioni e controlla i canali ufficiali del Comune per modalità e dettagli. Al momento non risultano confermati orari, costi e opzioni di trasporto condiviso: saranno indicati dall’organizzazione. Meglio muoversi presto e segnalare eventuali esigenze particolari.
Cosa aspetti, invece, al tavolo? Un servizio vero. Un menù che cambia secondo stagione. Un team che lavora con metodo. Non è un “evento vetrina”. È quotidianità resa visibile. È comunità che si mette alla prova fuori dai discorsi, dentro le pratiche.
Sostenere PizzaAut non significa “fare beneficenza”. Significa comprare un pasto buono e, nello stesso gesto, investire su competenze e futuro. È una transazione limpida: io ricevo qualità, tu ricevi fiducia. E la città cresce.
Forse, alla fine del pranzo, ti sorprenderai a pensare a chi vorresti portare lì la prossima volta. Un amico scettico. Un collega distratto. Un ragazzo che cerca strada. Magari basterà una fetta di margherita per spostare di un millimetro l’idea di normalità. Che poi, a ben vedere, è così che cambiano le cose grandi: un tavolo per volta. Tu, a quel tavolo del 15 marzo, ci sarai?