Un martedì qualunque può diventare il giorno in cui torni a farti domande. A San Donato Milanese parte un ciclo che porta la filosofia fuori dai manuali e dentro la vita di tutti i giorni: un sorso alla volta, come un buon aperitivo.
Certe sere la città ha un passo diverso. Capita nei luoghi in cui ci si ascolta. In una realtà come San Donato Milanese, poco più di 32 mila abitanti e una vocazione pratica (tra metropolitana M3 e snodi di tangenziali), la cultura si è spesso fatta comunità. Ora ci prova di nuovo, con “Aperifilo, la filosofia a piccoli sorsi”: un titolo che sorride e promette di non far scappare nessuno.
Prima lasciamo sedimentare l’idea. “Filosofia a piccoli sorsi” è un invito a rallentare. A prendere in mano domande antiche e a misurarle sul presente: che cos’è l’origine di tutto? Perché esiste il cambiamento? Quanto contano le parole che scegliamo per dirlo? Domande semplici da pronunciare, meno da abitare. La forza del format sta qui: si parla chiaro, si sta insieme, si accetta il dubbio.
Le “origini” della filosofia non sono un museo da visitare in silenzio. Sono radici vive. I presocratici ci hanno lasciato frammenti che ancora pizzicano: Talete guarda l’acqua e vede il principio; Anassimandro immagina l’“ápeiron”, l’indefinito; Eraclito sente il mondo scorrere come un fuoco; Parmenide prova a fermarlo nell’“essere”. È materiale che funziona anche nel 2026, nell’era delle notifiche: che cos’è davvero stabile? E che cosa cambia per natura?
Esempi concreti aiutano. Talete, narra la tradizione, misurò l’altezza delle piramidi osservando l’ombra. Un gesto semplice, un’idea precisa: usare ciò che hai, qui e ora. È la stessa attitudine che un incontro ben condotto può risvegliare. Non serve un gergo tecnico. Servono una buona domanda, una guida attenta e il coraggio di dire “non lo so” senza vergogna.
Arriviamo al punto: il ciclo parte con un appuntamento aperto alla città. Il primo incontro è fissato per martedì 17 febbraio, alle ore 18.30, presso la biblioteca di Certosa. L’indicazione di sede e orario è fornita dagli organizzatori; al momento non è disponibile un calendario completo dei successivi incontri né il dettaglio dei relatori. È prudente verificare eventuali aggiornamenti direttamente sui canali del Comune o della biblioteca, soprattutto per eventuali variazioni logistiche.
Non aspettarti una lezione frontale. L’idea di Aperifilo è conviviale: si comincia da un tema chiaro, si danno due chiavi di lettura, poi si apre il cerchio. Funziona con chi ha studiato filosofia e con chi non l’ha mai toccata. Portati una curiosità concreta: perché Talete sceglie l’acqua? Che cosa ci dice oggi l’“indefinito” di Anassimandro quando apriamo una pagina web che non finisce mai? Piccoli ganci, grande respiro.
Chi frequenta le biblioteche lo sa: in pochi metri quadrati può succedere di tutto. C’è chi apre un volume di frammenti, chi prende appunti al margine, chi ascolta in silenzio e poi, all’ultimo, alza la mano. È lì che la filosofia delle origini smette di essere un nome e torna gesto quotidiano. E può capitare che, uscendo, il vialetto di sera sembri diverso. Non più un passaggio, ma un inizio.
Forse è questo il senso di “a piccoli sorsi”: non avere fretta. Dare al pensiero il tempo di fare presa. Perché la domanda antica non cerca una risposta perfetta. Cerca compagnia. La tua. E se martedì, all’ore 18.30, varcando la soglia della biblioteca di Certosa, ti venisse voglia di chiedere “da dove comincio?”, sappi che sei già nel posto giusto. Dove cominciano le cose che contano, spesso, è esattamente qui.