A Milano si respira aria tossica | 53 giorni di polveri sottili: quali sono i rischi per la salute

Il dato al 7 dicembre di Ats, l’agenzia per la tutela della salute, è allarmante su Milano. Registrati dall’inizio dell’anno ben 53 giorni di aria tossica respirati dai cittadini. L’allarme è per lo sport all’aria aperta praticato dai bambini

Dall’inizio del 2024 sono 53 i giorni di aria tossica respirati a Milano. I dati registrati da Ats – Agenzia per la tutela della salute – sottolineano il record di questo anno rispetto a quello del 2023, quando i giorni di superamento della soglia delle polveri sottili furono 49.

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A Milano si respira aria tossica | 53 giorni di polveri sottili: quali sono i rischi per la salute (ansa) milano.cityrumors.it

Ma non finisce qui perché, come riporta anche il Corriere Milano stamattina, nei prossimi giorni le previsioni dicono ancora: “Condizioni favorevoli all’accumulo di inquinanti”. Il dato sull’inquinamento cittadino di Ats è stato svelato a termine di uno studio sulle “strategie di protezione individuale” dallo smog. Ecco i consigli verso la popolazione per salvaguardare la propria salute.

Aria tossica a Milano: 4 consigli di Ats

Tra i vari consigli che l’Ats propone ai Milanesi per diminuire le conseguenze sulla salute dell’aria tossica respirata in città, sicuramente c’è:

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A Milano si respira aria tossica | 53 giorni di polveri sottili: quali sono i rischi per la salute (ansa) milano.cityrumors.it
  • l’evitare fasce orarie e luoghi particolarmente trafficati;
  • in auto è consigliato chiudere i finestrini e utilizzare il ricircolo dell’aria;
  • è preferibile utilizzare i mezzi pubblici per ridurre l’esposizione alle polveri sottili;
  • evitare l’esercizio fisico durante le ore e nei luoghi di maggior traffico.

Polveri sottili: cosa dicono le leggi europee

Il 7 dicembre 2024, giorno della Prima della Scala e del santo patrono di Milano, Sant’Ambrogio, il Pm10 è stato sopra il limite dei 50 microgrammi per metro cubo in tutte le stazioni di rilevamento della città. In viale Marche le polveri sottili sono sopra la soglia da 6 giorni consecutivi e per 8 giorni sono state “fuorilegge”.

Ma i livelli di inquinamento delle polveri sottili vanno valutati in relazione alle leggi europee. La direttiva datata 2008 permetteva al massimo 35 giorni di superamento del limite di Pm10 e Milano, anche se è rientrata nei militi per l’altro parametro, ovvero la media delle polveri in riferimento all’intero anno, risulta comunque ancora fuori.

Lo scorso ottobre però è stata approvata una nuova direttiva, che abbassa a 18 il massimo dei giorni di superamento per l’intero anno e non più a 35. Quello che c’è da considerare in questo quadro è che i limiti fissati dall’Unione europea non sono parametri burocratici, ma hanno un valore sanitario, cioè delle “soglie per la protezione della salute umana”.

Questo significa che esiste una correlazione concreta e diretta dello smog e  l’aumento di problemi respiratori e cardiaci, soprattutto in persone malate, anziani e bambini. Negli ultimi 20 anni la ricerca scientifica ha certificato che le soglie della vecchia direttiva 2008 non erano efficaci per salvaguardare la salute, e per tale ragione sono state abbassate a 18.

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Massima attenzione ai bambini

L’ultimo rapporto dell’Ats spiega che nel capoluogo Lombardo sono attribuibili al biossido di azoto:

  • il 10% delle morti per cause naturali e alle polveri sottilissime Pm2,5;
  • il 13% dei decessi per cause naturali;
  • il 18% dei decessi per tumore del polmone.

Gli epidemiologi hanno spiegato che, pur restando importantissime le politiche pubbliche per ridurre le emissioni, nei periodi di maggior picco dello smog è opportuno proteggersi per “mitigare gli effetti dannosi sull’organismo”. Estrema attenzione va riservata ai bambini:

“Per quanto riguarda l’infanzia, è fondamentale limitare l’esposizione, facendo particolarmente attenzione alla pratica sportiva in giornate con alte concentrazioni di ozono. L’adozione di queste precauzioni è cruciale, data la vulnerabilità dei bambini agli effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico durante le prime fasi dello sviluppo fisico e cognitivo”.

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