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Covid: contagi più numerosi in famiglia

Gimbe

Nella seconda ondata epidemica, il contagio da covid è avvenuto con maggiore frequenza dentro le mura domestiche.

È questa la conclusione di uno studio promosso dall’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano a firma di Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica, dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza e dalla collaborazione con l’Università di Pavia.
I risultati sono stati poi pubblicati sulla rivista “Acta Biomedica”.

Lo studio ha preso in esame i piccoli focolai di covid rilevati dal sistema di sorveglianza della Regione Lombardia e li ha analizzati prima e dopo l’entrata in vigore delle misure restrittive adottate in Regione: Coprifuoco notturno, chiusura parziale di scuole e attività commerciali, smart working.

I risultati hanno messo in evidenza un calo generale delle infezioni nei luoghi pubblici come di uffici e fabbriche, bar, ristoranti, centri sportivi, scuole, ambienti ospedalieri e case di cura.
In decisa controtendenza le infezioni domestiche aumentate dal 72,8% al 92,7%.

Questa indagine ha permesso di trarre una serie di spunti utili per la gestione della pandemia riconducibili a:
– Necessità di rafforzare il sistema dei covid hotel per permettere le quarantene lontano dal nucleo familiare;
– Avere un quadro che permette di quantificare il rischio di trasmissione delle diverse attività;
– Avere la conferma che misure di contenimento meno drastiche del lockdown generale sono comunque efficaci.