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Indagine a Bergamo, a fine dicembre in Val Seriana già 40 ricoveri per “virus non riconosciuti”

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L’indagine della Procura di Bergamo apre uno squarcio pesante sulla nascita del coronavirus all’interno della Val Seriana, uno dei centri in cui il virus ha fatto più vittime in Italia. Non aveva ancora un nome, ma ad Alzano Lombardo e in particolare nell’ospedale Pesenti-Fenaroli c’erano 40 persone a fine anno solare ricoverate per virus non riconosciuti. Due mesi dopo, a fine febbraio, quel virus ha cominciato ad avere un riconoscimento specifico.

L’indagine è stata aperta per fare luce sulla mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana e sulla chiusura-riapertura lampo dell’ospedale di Alzano, oltre che sul comportamento all’interno delle Rsa. Stanno proseguendo i colloqui da parte della pm Maria Cristina Rota, che nelle scorse settimane ha avuto modo di sentire anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi.