Voto a Domicilio a Cerro al Lambro: Guida per Elettori con Gravi Infermità

La democrazia, a volte, bussa piano. Una mattina qualunque, un tavolo sgombro, una firma più lenta del solito: il voto che entra in casa e non chiede sforzi impossibili. A Cerro al Lambro succede così: un diritto che trova la strada giusta, fino alla porta di chi non può muoversi.

Voto a Domicilio a Cerro al Lambro: Guida per Elettori con Gravi Infermità

Capita di avere tutto chiaro in testa ma il corpo che non segue. Oppure un macchinario vicino al letto che non puoi staccare. In questi casi, il voto a domicilio non è un favore: è una regola dello Stato, pensata per chi affronta gravi infermità o non può allontanarsi dall’abitazione. È previsto dalla normativa nazionale (legge sul voto domiciliare) ed è parte delle nostre elezioni 2026 come lo sono le schede, i seggi, i timbri.

Immagina Maria, 78 anni, dialisi peritoneale a casa. Per lei anche poche ore fuori significano rischi e fatica. O Ahmed, 52, insufficienza respiratoria con ossigeno fisso accanto al divano. Il voto non dovrebbe chiedere loro un’impresa. E infatti non lo fa.

Chi può richiedere il voto a domicilio

Il voto domiciliare è destinato agli elettori con gravi infermità tali da impedire l’allontanamento dall’abitazione, e a chi dipende in modo continuo da apparecchiature elettromedicali. Serve un certificato medico rilasciato da un medico dell’ATS competente (in Lombardia è l’ATS del territorio). Il certificato è gratuito, viene emesso per finalità elettorali e attesta l’impossibilità di recarsi al seggio. È un documento specifico, diverso dalle certificazioni ordinarie.

Se non rientri con certezza in queste condizioni, meglio parlarne con il tuo medico di base o con l’Ufficio Elettorale: non tutte le situazioni cliniche sono uguali e la legge è chiara ma non “automatica”.

Come fare domanda a Cerro al Lambro

Qui entra il punto pratico. A Cerro al Lambro puoi presentare la domanda per il voto a domicilio dal 10 febbraio al 2 marzo 2026. La finestra è tassativa: chiudersi dentro quei giorni significa dare tempo al Comune di organizzare il servizio prima del voto.

Cosa serve in concreto: una richiesta indirizzata al Sindaco (tramite Ufficio Elettorale); il certificato medico dell’ATS che attesti la non trasportabilità o la dipendenza da apparecchiature; copia di carta d’identità e tessera elettorale; indirizzo completo, recapito telefonico e, se necessario, indicazione di un accompagnatore di fiducia.

Dove si consegna? Presso l’Ufficio Elettorale. Il Comune, di norma, accetta la consegna a mano e indica eventuali canali digitali (PEC o email). Gli orari e i recapiti non sono riportati qui: verifica quelli ufficiali sulle comunicazioni del Comune, così eviti code o invii incompleti.

Dopo la domanda, il Comune ti conferma l’ammissione. Nei giorni precedenti alle elezioni, i funzionari arriveranno a casa tua con tutto il necessario. Il voto si svolge con le stesse garanzie del seggio: riservatezza, assistenza solo se richiesta, tempo per leggere e decidere. Se la tessera elettorale ha esaurito gli spazi o è smarrita, chiedi subito il duplicato all’Ufficio Elettorale: è un dettaglio, ma fa la differenza il giorno del passaggio a domicilio.

Non è solo burocrazia. È una mano tesa a chi ha bisogno, senza rumore. A volte basta immaginare quel bussare discreto, il respiro che resta regolare, la scheda che si apre sul tavolo di cucina. E chiedersi: in che modo vogliamo che la democrazia entri nelle nostre case quando ne abbiamo più bisogno?

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