Una finestra che si apre su un diritto: a Cerro al Lambro, quando muoversi è impossibile ma la voce conta, il voto a domicilio porta l’urna fin sotto casa. È un gesto di cura civile, concreto, che dal 10 febbraio al 2 marzo 2026 diventa più vicino e semplice.
C’è chi, la domenica del voto, guarda la strada dalla finestra e pensa: “Se potessi, andrei”. A Cerro al Lambro, quest’anno quella distanza si accorcia. La città mette in campo il voto a domicilio per gli elettori con gravi infermità: un servizio sobrio, pratico, che rende la democrazia un po’ più somigliante alla vita reale.
Non anticipiamo tutto. Prima, una scena quotidiana. Maria ha 84 anni, ossigeno in casa e una voglia lucida di dire la sua. Paolo, 52, è reduce da un intervento complesso: cammina poco, non guida. Nessuno dei due vuole rinunciare. Non cercano favori, chiedono solo di poter esercitare un diritto che la normativa nazionale tutela da anni, in modo chiaro: quando la mobilità è impossibile per patologie gravissime o per dipendenza da apparecchi elettromedicali, l’urna arriva a casa, con un seggio speciale.
Il voto a domicilio è pensato per chi è in condizioni di infermità gravissime tali da impedire l’allontanamento dall’abitazione, è in dipendenza vitale da apparecchi elettromedicali, ha una situazione certificata dal servizio sanitario (ASL/ATS) che rende impossibile raggiungere il seggio.
Non bastano disturbi temporanei, come una semplice influenza o una gamba ingessata che consente comunque di uscire accompagnati. Serve un certificato medico ASL che attesti con precisione l’impossibilità di recarsi al voto. Il certificato è rilasciato da un medico dell’azienda sanitaria ed è gratuito: è un passaggio decisivo, senza scorciatoie.
Il cuore pratico è qui. A Cerro al Lambro, la domanda si presenta dal 10 febbraio al 2 marzo 2026. Ecco cosa preparare: una richiesta scritta al Sindaco/Ufficio Elettorale con l’opzione per il voto a domicilio e l’indirizzo completo (citofono, interno, recapiti telefonici), copia della tessera elettorale e di un documento d’identità, il certificato ASL che attesti la condizione prevista dalla legge.
Come consegnarla: allo sportello dell’Ufficio Elettorale del Comune, via email o PEC, se indicato sul sito istituzionale, tramite un familiare o delegato, quando necessario.
Se l’indirizzo è diverso da quello in anagrafe, segnalalo chiaramente. Il Comune organizza un seggio speciale che, nei giorni di voto, si recherà al domicilio. La segretezza è garantita: scheda, busta, registrazione su elenco dedicato. Il personale addetto è formato per operare con discrezione e rispetto, anche in ambienti domestici complessi.
Un consiglio utile: muoviti presto. Il certificato ASL può richiedere alcuni giorni; prenota la visita medico-legale con anticipo e conserva tutta la documentazione. In caso di dubbi pratici (orari, recapiti, eventuali moduli), verifica i canali ufficiali del Comune: informazioni e modulistica vengono aggiornate con puntualità vicino alle scadenze. Se qualche dettaglio operativo non è ancora pubblicato, è normale: viene definito man mano che si avvicinano le elezioni.
C’è una bellezza concreta in tutto questo. La politica non entra in salotto con slogan, ma con una scheda e una matita. È un gesto semplice che fa sentire cittadini a pieno titolo anche quando il corpo frena. Nelle case di Cerro al Lambro, tra una foto di famiglia e una coperta sulle ginocchia, il voto torna a essere contatto. E tu, se lo chiedessi oggi, quale segno metteresti per raccontare la tua idea di domani?