Strade che si colorano, coriandoli che restano attaccati alle scarpe anche il giorno dopo, bambini che stringono le mani dei nonni per non perdersi tra le maschere: il Carnevale, a San Luigi, non è solo una festa. È un appuntamento che fa casa, che mette insieme chi abita il quartiere e chi ci passa apposta per respirarne l’aria buona.
C’è un momento dell’anno in cui il quartiere San Luigi si accende davvero. I balconi tirano fuori le bandierine, le edicole diventano punti d’incontro, l’odore di zucchero si mescola al traffico di Milano. Il Carnevale 2026 arriva qui con quella semplicità che piace: niente effetti speciali, tanta voglia di vedersi in faccia, di riconoscersi.
Chi frequenta il Municipio 4 lo sa: la festa, da queste parti, corre lungo le vie di tutti i giorni. Non servono grandi palchi. Bastano la parrocchia, il cortile dell’oratorio, una musica allegra e qualcuno che suoni il fischietto all’inizio della sfilata di Carnevale. Il resto lo fanno i bambini, i costumi, le mani dei volontari, le risate delle famiglie.
Qualcuno ricorda ancora quando, anni fa, un pirata con la spada di cartone si è messo in posa al semaforo e ha fermato un autobus. L’autista ha suonato due colpi di clacson, come a dire “buona festa a tutti”. Scene così, a San Luigi, non stanno nelle brochure: succedono, e basta.
Domenica 15 febbraio 2026, alle ore 16:00, parte la sfilata di Carnevale nel quartiere San Luigi. L’orario è confermato dagli organizzatori; il percorso preciso non è stato comunicato ufficialmente al momento della pubblicazione. L’arrivo e il momento conviviale si terranno all’oratorio, dove ci sarà una merenda per grandi e piccoli e la premiazione delle maschere.
Non risultano quote di partecipazione indicate. Chi intende aggregarsi può presentarsi con costume e buona educazione stradale. Consigli pratici? Portate uno zainetto leggero, una borraccia e, se serve, un plaid per sedersi durante la merenda. A metà febbraio a Milano l’aria sa essere frizzante: guanti sottili e uno strato in più sotto la mantella di Zorro non guastano.
Nota di contesto utile: a Milano vale la tradizione ambrosiana, che allunga il Carnevale fino al sabato successivo al Mercoledì delle Ceneri. Nel 2026 il Mercoledì delle Ceneri cade il 18 febbraio, quindi la città vivrà l’atmosfera di festa per diversi giorni. Il quartiere approfitta di questo respiro per stringere i tempi sui ritmi della propria comunità.
La sfilata non è solo passerella. È un patto gentile: io mi metto in gioco, tu mi applaudi, tutti condividiamo una brioche, una fetta di “chiacchiere”, qualche “tortello”. L’oratorio diventa un porto, con chi arriva all’ultimo e chi si era segnato la data da settimane sul calendario di cucina.
Dietro ogni costume c’è un laboratorio casalingo. Un cartone recuperato, una cucitura storta, un glitter rimasto sul tavolo della sala. È lì che il Carnevale fa la differenza: nella manualità, nella fantasia, nel tempo dedicato insieme. E quando chiamano il tuo nome per la premiazione, conta poco vincere: conta sentire lo scroscio di un applauso che riconosce lo sforzo.
Se abitate nel Municipio 4, forse avete già in mente la maschera. Se venite da fuori, prendete il Carnevale come scusa buona per entrare in un quartiere che vive di prossimità. Camminate piano, guardate i portoni, ascoltate la musica che esce dalle finestre.
Poi, quando tornerete a casa con qualche coriandolo in tasca, fate una cosa semplice: conservatene uno. Tra le pagine di un libro, magari. Vi chiederà, tra un po’, se non sia ora di tornare in strada a fare posto, ancora una volta, alla festa. E voi, cosa risponderete?