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Uniti per l’Abbiatense: Sindaci Collaborano per Migliorare Sicurezza e Vivibilità

Una sera d’inverno porta gente comune in piazza e luci calde sui portici. Nell’aria c’è un’idea semplice: stare meglio dove viviamo. Ieri, tra campanili e strade che corrono verso il Ticino, i sindaci dell’Abbiatense si sono guardati in faccia e hanno scelto di fare squadra su ciò che conta davvero: la sicurezza e la vivibilità.

Uniti per l’Abbiatense: Sindaci Collaborano per Migliorare Sicurezza e Vivibilità

L’Abbiatense vive di abitudini solide. Treni che corrono sulla Milano–Mortara. Bambini davanti alle scuole. Ciclisti lungo il Naviglio. La sera, però, il buio fa più paura dove l’illuminazione è debole. E i rettilinei spingono il piede sull’acceleratore. Chi abita qui lo sa. Chiede strade più sicure e quartieri più curati.

Un padre aspetta fuori dalla primaria. Guarda l’attraversamento e stringe la mano del figlio. Vorrebbe auto più lente e strisce più visibili. Una negoziante chiude alle sette. Rientra a piedi, passa vicino al parco. Spera in più luce e in una panchina senza assi rotti. Sono desideri concreti. Non slogan.

Perché unire le forze adesso

I problemi non si fermano ai cartelli di confine. Un incrocio pericoloso in un comune sposta il rischio in quello accanto. Un argine trascurato mette in ansia chi sta a valle. Le linee guida nazionali sulla sicurezza stradale indicano misure chiare: zone 30, attraversamenti pedonali ben illuminati, moderazione della velocità. Servono scelte coordinate e costanti.

Ieri, giovedì 12 febbraio, i sindaci dell’area si sono incontrati per allineare priorità. Hanno messo sul tavolo i temi più urgenti. Hanno scelto la via della collaborazione, con un linguaggio semplice: facciamo insieme ciò che da soli costa di più e rende di meno.

Le mosse in campo: sicurezza e qualità della vita

Sicurezza urbana. Si valuta un coordinamento tra Polizie Locali per pattugliamenti serali mirati, scambio rapido di segnalazioni e una linea diretta con i cittadini. L’obiettivo è prevenire, non solo intervenire.

Viabilità vicino alle scuole. In discussione zone 30 omogenee, cuscini berlinesi, segnaletica chiara, attraversamenti luminosi. Le buone pratiche riducono i rischi, come indicano le linee tecniche nazionali.

Luce e occhi sulla città. Più illuminazione LED dove serve, manutenzione puntuale dei punti luce, rete di videosorveglianza intercomunale dove giustificata, con rispetto della privacy. La deterrenza nasce anche dalla cura visibile.

Mobilità dolce. Manutenzione delle piste ciclabili esistenti, cuciture tra frazioni e stazioni, rastrelliere sicure. Pedoni e ciclisti non sono ospiti: sono cittadini.

Territorio e prevenzione. Lavori di fossi e canali, verifica delle sponde tra Naviglio Grande e fascia del Ticino, piani di protezione civile con esercitazioni congiunte. La calma dei giorni asciutti si costruisce d’inverno.

Ad oggi non ci sono cifre ufficiali né un cronoprogramma pubblico dei lavori. È una scelta onesta dirlo. Chi amministra ha indicato un metodo e delle priorità. I dettagli su risorse e tempi arriveranno, se arriveranno, con atti formali. Intanto, la bussola è chiara: migliorare la qualità della vita partendo da interventi piccoli, ripetuti, misurabili.

E noi? Possiamo rallentare vicino alle scuole. Possiamo segnalare una buca, un lampione spento, un attraversamento spento. Possiamo rispettare chi va a piedi. L’Abbiatense è una terra di pazienza e di fiumi lenti. Forse la vera domanda è questa: saremo capaci di trasformare un tavolo di lavoro in strade che profumano di sera tranquilla, mentre il Naviglio riflette una luce nuova?