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San Donato: Nuovi Orari e Carta Etica Riducono le Giocate d’Azzardo di 2,5 Milioni di Euro

Una città che si dà un limite per ritrovare misura. A San Donato, bar e sale spengono le macchine in fasce precise, i cartelli parlano chiaro, le famiglie respirano. La scelta non è neutra: ridisegna abitudini, accende discussioni, produce numeri che contano.

Nelle ultime settimane a San Donato si nota un cambio di ritmo. Le vetrine dei bar hanno messaggi più visibili. Gli schermi delle slot restano spenti in alcune ore. Gli esercenti parlano tra loro. Non è solo un “giro di vite”. È una comunità che prova a dire: basta automatismi, più responsabilità.

La mossa chiave sono i nuovi orari per il gioco d’azzardo fisico. Il Comune ha puntato su fasce limitate e regole uniformi. L’obiettivo è semplice: ridurre l’esposizione, soprattutto per chi è più fragile. Se giochi meno, sei meno tentato di perdere il controllo. E, alla lunga, spendi meno.

A marzo arriva un’altra tappa. Un incontro pubblico per la Carta Etica contro l’azzardo. Si lavora con esercenti, scuole, società sportive, realtà sociali. L’idea è una: mettere nero su bianco impegni comprensibili e verificabili. Niente pubblicità aggressiva. Spazi liberi dalle macchine vicino ai luoghi sensibili. Formazione per riconoscere i segnali di dipendenza. Non c’è uno schema già chiuso. Il percorso si costruisce insieme.

Cosa cambiano davvero i nuovi orari

Il tempo conta. Le restrizioni orarie tagliano il picco della spinta impulsiva. Riducono gli accessi seriali. Danno respiro a chi sta cercando di smettere. Secondo analisi comunali su dati del giocato fisico, la misura è concreta: nel 2025 a San Donato il volume delle giocate fisiche è sceso di 2,5 milioni di euro. È un numero secco, comprensibile. Significa meno fiches, meno biglietti, meno puntate in contanti. Non è ancora una fotografia definitiva dell’anno, ma è un trend netto.

Attenzione, però. Il calo riguarda il fisico. Sull’online non ci sono dati locali consolidati. Ed è qui che serve la Carta Etica: educazione digitale, messaggi chiari nelle squadre giovanili, alleanze con i genitori. Il problema non sparisce. Cambia canale.

La Carta Etica, un patto di comunità

Una Carta Etica ha valore se entra nella quotidianità. Un allenatore che rifiuta sponsor legati al betting. Un barista che spiega perché spegne le macchine in certi orari e propone alternative. Un volantino discreto con numeri di aiuto all’uscita. Piccoli gesti che diventano prevenzione.

C’è anche un tema di lavoro. Gli esercenti chiedono regole chiare e uguali per tutti. Un calendario degli orari comprensibile. Controlli corretti, non punitivi. La città risponde con sportelli di ascolto, formazione e linee guida. Meno conflitto, più collaborazione. È così che una norma diventa cultura.

Sul piano economico, la riduzione del giocato non è solo “manca cassa”. Per molte famiglie è denaro che torna nell’economia di base: spesa, attività sportive dei figli, salute. Lo dicono i report nazionali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: il settore muove cifre enormi; anche piccoli scarti locali hanno effetti reali. Qui il segno è meno. E il meno, per una volta, è un più.

San Donato non sta facendo la morale. Sta provando a rimettere al centro la scelta. Spegnere una macchina per accendere una conversazione. Ridurre una puntata per recuperare un weekend. Ti riconosci in questa idea di libertà? Magari la prossima volta, davanti a uno schermo che lampeggia, la vera scommessa sarà alzare lo sguardo. Per vedere chi hai accanto. E che città vuoi abitare.