Una maglietta bucata in fondo a un cassetto. Una manciata di capsule di caffè appoggiate vicino al lavello. Piccoli resti di giorni normali che, messi insieme, diventano una scelta grande: dare nuova vita alla materia invece di buttarla via.
Capita a tutti: fai ordine nell’armadio e salta fuori un sacco di cose ormai inutilizzabili. Intanto, in cucina, le capsule in alluminio si accumulano. Sembra roba da poco. Non lo è. In Europa ogni persona genera circa 11 kg di rifiuti tessili all’anno. E l’alluminio si ricicla all’infinito, con un risparmio energetico fino al 95% rispetto alla produzione primaria. È qui che la scelta del singolo conta.
Dal 2022 in Italia la raccolta differenziata dei tessili è un obbligo. Non riguarda solo “i vestiti buoni”. Vale anche per gli scarti: stracci, capi logori, stoffe consumate. Il percorso poi è concreto: gli impianti selezionano, rimuovono bottoni e cerniere, separano le fibre, trasformano i tessili in nuovi filati, imbottiture, pannelli fonoassorbenti, panni industriali. L’alluminio delle capsule, invece, torna in fonderia. Diventa nuova lamina, nuovi oggetti. In Italia il riciclo degli imballaggi in alluminio supera il 70%. È un risultato solido che può crescere.
Perché contano stracci e capsule
I capi “irrecuperabili” sono il test di una vera economia circolare. Se li avviamo al recupero, togliamo peso al secco residuo e riduciamo emissioni. Anche il caffè esausto delle capsule è una risorsa: gli impianti lo separano dall’alluminio e lo destinano a compost o a biogas, a seconda della filiera attiva. È un doppio guadagno materiale. E mentale: quando vedi un oggetto trasformarsi, cambi gesto per sempre.
E qui entra in scena San Giuliano Milanese. Il Comune attiva nei Centri di Raccolta la raccolta di tessili logori e capsule caffè in alluminio. È un passaggio pratico, non uno slogan. Significa che puoi portare capi consumati e capsule usate negli eco-centri comunali, in contenitori dedicati e ben segnalati. Piccole regole chiare aiutano: per i tessili servono capi puliti e asciutti, chiusi in sacchi. Per le capsule, conferiscile intere; il gestore separa il caffè dall’alluminio in impianto. Non lavarle, basta scolare i liquidi.
Come partecipare a San Giuliano
Controlla giorni e orari dei Centri di Raccolta. Verifica eventuali limiti di conferimento aggiornati sul portale comunale. Separa a casa. Fai un sacco per gli scarti tessili e raccogli le capsule in un contenitore robusto. Quando arrivi in centro, segui la segnaletica. Chiedi al personale in piazzola: ti aiuta in pochi minuti.
Un esempio concreto. Da un piumino sfibrato può nascere l’imbottitura di un materassino sportivo. Da un mucchio di magliette “finite” può uscire il feltro che silenzia una sala prove. Da 1 kg di capsule, fondendo l’alluminio, si ottiene materia per una manciata di nuove stoviglie. È il bello del riciclo: riconosci l’oggetto senza più riconoscerlo.
Al momento non ci sono dati pubblici sulle quantità che San Giuliano raccoglierà nei primi mesi. Il Comune in genere pubblica report periodici: saranno la misura del nostro gesto quotidiano. Intanto, il segnale c’è, ed è chiaro.
Io, davanti al cassetto delle “cose da buttare”, oggi esito un attimo in più. Metto da parte, preparo i sacchi, carico il bagagliaio. E mi chiedo: cosa potrebbe diventare quella felpa lisa quando uscirà dall’altra parte del ciclo? Forse un pannello che assorbe il rumore di una città più leggera. O magari, semplicemente, la prova che anche da un piccolo gesto nasce una strada nuova.




