Una sera d’inverno a Vimercate si accende di corde, ghiaccio e sogni verticali: un incontro gratuito con Angelika Rainer tra racconti sinceri, video potenti e quella voglia di sfidare il limite che, a volte, ci riguarda più di quanto pensiamo.
Angelika Rainer a Vimercate: una serata tra racconti e video con la tripla campionessa mondiale di arrampicata
C’è un’energia particolare quando una città si prepara ad accogliere chi ha fatto della verticalità una casa. A Vimercate arriva Angelika Rainer. Non serve presentarla con toni roboanti: basta dire che è tre volte campionessa mondiale e subito immagini piccozze, ghiaccio e pareti che sembrano impossibili. La serata è aperta a tutti. È gratuita. È l’occasione giusta per chi ama l’arrampicata, ma anche per chi cerca storie di determinazione e sguardi nuovi sul coraggio.
Il cuore dell’evento batte in due tempi. Prima le immagini: proiezioni video curate, con sequenze di passi lenti, prese precise, respiri misurati. Poi la voce: i racconti di Angelika, tra aneddoti, errori utili, dubbi che fanno crescere. Non c’è retorica. C’è la pratica di chi ha imparato a dare del tu alla paura e a restituirla al pubblico come strumento, non come nemico.
Chi è Angelika Rainer
Angelika è altoatesina, classe 1986. Nel circuito internazionale dell’arrampicata su ghiaccio ha scritto pagine che contano: titoli iridati nel 2009, 2011 e 2013 e una lunga scia di podi in Coppa del Mondo. Nel 2013 ha firmato la prima salita femminile di “Illuminati” in Val Gardena, una linea che unisce ghiaccio e roccia e che ha fatto scuola. Nel 2017 è diventata la prima donna a salire un grado D15 nel dry tooling, una soglia simbolica che ha cambiato le mappe del possibile.
Sono risultati verificabili e noti nell’ambiente, ma quello che spesso colpisce dal vivo è altro: il modo in cui Angelika racconta la gestione dell’errore, la pazienza nel provare lo stesso movimento cento volte, la semplicità con cui ammette che il corpo non è una macchina ma un alleato da ascoltare.
Perché esserci (e come partecipare)
Le serate così fanno bene alla comunità. Portano in sala chi arrampica da sempre e chi non ha mai indossato un’imbragatura. Mettono insieme ragazzi con le mani bianche di magnesite e genitori curiosi di capire perché un figlio trovi pace sospeso su una lama di ghiaccio. L’evento di Vimercate promette questo: un contatto diretto, domande libere, un paio di clip che, a luci spente, sapranno parlare anche a chi non distingue un rinvio da una vite da ghiaccio.
Informazioni pratiche. L’ingresso è effettivamente gratuito. Al momento, nel materiale disponibile non sono indicati sede e orario esatti; chi è interessato può verificare gli aggiornamenti sui canali istituzionali del Comune di Vimercate o delle realtà locali legate alla montagna. Meglio arrivare con un po’ di anticipo: questi incontri riempiono presto la sala e ascoltare dalla prima fila cambia l’esperienza.
Se ti interessa l’allenamento mentale, porta un taccuino. Se ami i dettagli tecnici, prepara due domande chiare. Se cerchi ispirazione, lascia spazio al silenzio tra un video e l’altro: lì, spesso, si nasconde la parte più utile.
C’è una scena che torna spesso in testa dopo serate come questa: il rumore secco delle lame sul blu del ghiaccio, poi una pausa, poi il passo che tiene. Non serve scalare per sentirlo. Basta restare ad ascoltare. Chissà, magari quella tenuta non riguarda solo una parete. Riguarda anche il nostro modo di stare al mondo, oggi, a Vimercate. E domani, ovunque servirà.




