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Nasce il Comitato ‘Sì Riforma Martesana’ per il Referendum sulla Giustizia: Pettinelli alla Guida

Nelle piazze della Martesana tornano i banchetti e le domande difficili. Un nuovo comitato locale prende forma e punta a far parlare di giustizia senza slogan. Tra gazebo, incontri e facce note, il dibattito si riaccende a poche settimane dal voto.

Capita spesso: passi in centro, vedi un gazebo, ti avvicini per curiosità. In quei minuti, la politica smette di essere un dibattito in TV e diventa una chiacchierata concreta. È quello che sta per succedere di nuovo in Martesana, dove il tema della giustizia torna nel vocabolario quotidiano.

Il calendario conta i giorni. Il referendum del 22-23 marzo chiama al voto. Molti lo sanno, altri no. C’è chi ha memoria corta e chi ha domande aperte. È normale. La giustizia tocca nervi scoperti: tempi dei processi, diritti delle persone, efficienza degli uffici. Tutto ci riguarda.

Qui sta il punto. Non servono parole grosse. Serve organizzazione, serve un luogo dove chiedere e capire. Da qui prende slancio una spinta locale che esce dai social e torna per strada.

A Segrate è nato il Comitato “Sì Riforma Martesana”. A guidarlo c’è Pettinelli. L’obiettivo è chiaro: informare i cittadini, spiegare le ragioni del “sì” e ascoltare dubbi e obiezioni. Il metodo è semplice: gazebo nei fine settimana e incontri pubblici serali. Il piano tocca 12 comuni della Martesana. La mappa è in definizione, ma l’impostazione è già sul tavolo: presidi nelle piazze principali, sale civiche e biblioteche per i confronti più lunghi.

Cosa vuole fare il Comitato

Il comitato promette un approccio diretto. Linguaggio semplice. Schede chiare. Niente giri di parole. Verranno spiegati i quesiti del referendum sulla giustizia con esempi pratici: cosa cambia per chi subisce un processo, cosa cambia per chi lavora negli uffici giudiziari, cosa significa per chi attende una risposta dallo Stato.

La prospettiva è dichiarata: sostenere la riforma. Ma la scelta del tono conta più del tifo. Da anni, i dati sugli appuntamenti referendari parlano chiaro: quando l’informazione non arriva, la partecipazione crolla. Nel 2022, sui quesiti di giustizia, l’affluenza nazionale si fermò intorno al 20,9%. Un segnale netto. Per questo l’idea dei volontari è tornare sul territorio, uno a uno, domanda su domanda.

Dove e quando incontrarli

I promotori annunciano tappe in 12 comuni. Si partirà da Segrate e si allargerà lungo la direttrice della Martesana. I gazebo saranno nelle piazze di mercato e davanti alle stazioni. Gli incontri, nelle sale civiche e nelle biblioteche. Gli orari e le date precise non sono ancora pubblici. Chi vuole aggiornarsi potrà seguire i canali locali e i profili social del Comitato, o chiedere al municipio. La logica è rendere l’informazione disponibile nel raggio di pochi passi, ovunque.

Sul merito, non si promettono miracoli. La macchina della giustizia è complessa. Ma una cosa si può fare: riportare le persone vicine al tema. Dare strumenti per scegliere bene. Evitare che il voto si riduca a una frase sentita al bar.

In fondo, le riforme non nascono nei corridoi, nascono nelle conversazioni. Da una domanda messa sul tavolo con onestà. Da un dubbio condiviso, magari sotto una tenda bianca in una mattina di vento. È lì che capiamo chi siamo, e in che direzione vogliamo andare. La prossima volta che vedremo un gazebo, ci fermeremo? E soprattutto: quali domande porteremo con noi?