Nasce+il+Comitato+%26%238216%3BS%C3%AC+Riforma+Martesana%26%238217%3B+per+il+Referendum+sulla+Giustizia%3A+Pettinelli+alla+Guida
milanocityrumorsit
/prima-pagina/nasce-il-comitato-si-riforma-martesana-per-il-referendum-sulla-giustizia-pettinelli-alla-guida-2.html/amp/

Nasce il Comitato ‘Sì Riforma Martesana’ per il Referendum sulla Giustizia: Pettinelli alla Guida

La Martesana si muove: nelle piazze tornano i banchetti, nei bar si discute, nelle chat di quartiere circolano domande vere. Una comunità che prova a capirsi intorno a un tema che pesa nella vita di tutti: la giustizia.

A Segrate è nato il Comitato “Sì Riforma Martesana”. L’annuncio arriva in vista del referendum sulla giustizia che, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, è previsto per il 22 e 23 marzo. La notizia corre veloce lungo il Naviglio, perché qui la Martesana è abituata a ragionare di cose concrete: i tempi degli uffici, le code, i diritti. Parole grandi, vita quotidiana.

Il comitato promette una presenza capillare. Banchetti, gazebo informativi e incontri pubblici in 12 comuni. L’idea è semplice: portare la discussione tra la gente, spiegare i quesiti, chiarire i dubbi, raccogliere opinioni. A oggi non c’è un calendario ufficiale pubblico dei singoli appuntamenti. Gli organizzatori annunciano che lo diffonderanno a breve. Meglio così: significa che si lavora sul campo, cercando le piazze e gli orari giusti.

C’è un punto, però, che tocca corde profonde. In Italia, quando si parla di riforma della giustizia, si parla di tempi dei processi, accesso ai diritti, fiducia nelle istituzioni. Non è un tema astratto. È la domanda se la tua causa di lavoro durerà anni. Se una famiglia troverà risposta in tempi ragionevoli. Se una comunità si sentirà protetta e non impotente.

E qui entra in scena la guida del comitato. A coordinare “Sì Riforma Martesana” c’è Pettinelli, volto noto nel territorio per l’impegno civico. La sua è una regia che punta sull’ascolto. Prima di convincere, capire. Prima di lo slogan, il contesto. È un’impostazione che in Martesana funziona: la gente rispetta chi parla chiaro e non promette miracoli.

Cosa farà il Comitato (e cosa possiamo aspettarci)

I banchetti serviranno a fornire materiali semplici e leggibili, a illustrare i quesiti referendari e a indicare come si vota. Gli incontri pubblici saranno spazi di confronto, con domande dal pubblico e risposte puntuali. È probabile che ci siano volontari preparati, capaci di tradurre norme in parole comuni, senza tecnicismi. Chi passerà potrà chiedere tutto: cosa cambia, cosa resta, cosa rischia di non funzionare.

Il comitato promette una campagna “di prossimità”. Tradotto: pochi slogan e molta partecipazione. Nelle domeniche di sole, i gazebo; nelle sere feriali, le sale civiche. È un metodo antico e moderno insieme. Funziona perché va dove sono le persone. E perché la fiducia nasce guardandosi negli occhi.

Perché la Martesana conta

La Martesana è un mosaico di comuni diversi, cuciti dallo stesso canale e da abitudini simili. Qui l’idea di democrazia è concreta: si vota, ma prima si discute. Se questa campagna saprà essere chiara, molti cittadini che di solito restano ai margini potrebbero tornare protagonisti. Lo si vede dal fermento: gruppi di quartiere che chiedono chiarimenti, associazioni che offrono spazi, parrocchie e circoli che mettono una sedia in più.

Resta un punto da segnare con evidenza: le date precise del voto e i dettagli dei quesiti devono essere confermati con atti ufficiali. Il comitato indica il 22-23 marzo; chi vuole certezze ultime farà bene a verificare presso il Comune o sul portale istituzionale quando usciranno le comunicazioni definitive.

Intanto, la scena è questa: un territorio che si organizza; un gruppo che prova a tenere insieme opinioni diverse; una sfida che riguarda tutti. Sarà un referendum come tanti o l’inizio di un modo nuovo di parlare di giustizia, nella luce piatta del Naviglio, tra un caffè e un volantino? La risposta, come spesso accade, sta nella qualità dell’ascolto prima ancora che nelle urne.