Una sera d’inverno. Le luci che si accendono nella sala, il brusio che cresce, i fogli che frusciano. È lì che la città si specchia, tra sedie allineate e voci attente. Non c’è spettacolo, c’è responsabilità. E un invito semplice: esserci.
La Convocazione della Commissione Consiliare I è ufficiale. L’incontro si terrà in presenza presso la Sala ex Consiliare di Piazza Marconi 1, il 17 febbraio 2026 alle ore 21.00. La comunicazione indica luogo, data e ora. Al momento non risultano pubblici i dettagli dell’ordine del giorno. Se verranno diffusi, saranno consultabili sul sito istituzionale comunale o all’albo pretorio. È corretto segnalarlo con chiarezza: senza documenti ufficiali, ogni tema resta ipotesi.
La cornice, però, è chiara. La Commissione I, nei Comuni italiani, tratta in genere affari istituzionali, regolamenti, organizzazione del Consiglio e, spesso, profili del bilancio. È una sede istruttoria: analizza, ascolta, propone. Le sue riunioni sono di norma pubbliche, salvo eccezioni previste dalla legge e dal regolamento del Consiglio. Nasce da qui la sostanza dell’appuntamento: trasparenza e metodo, più che proclami.
La Commissione serve a mettere a fuoco i testi prima dell’aula consiliare. Qui si limano gli articoli di un regolamento. Qui si chiariscono gli emendamenti. Qui si chiede ai tecnici una nota in più, un numero solido, una prova concreta. È la palestra delle scelte. E ha una base normativa precisa: le commissioni consiliari sono organi interni di supporto al Consiglio e operano secondo regolamenti locali, nel quadro del Testo unico degli enti locali. Linguaggio asciutto, funzione chiara.
Eppure il cuore dell’incontro, spesso, sta in un gesto semplice. La partecipazione. Una presenza in più in sala cambia l’aria. Chi siede ai banchi lo percepisce. Non è folklore: è controllo sociale, è fiducia che si rinnova. In molti Comuni, proprio grazie a domande puntuali dei cittadini, le commissioni hanno richiesto approfondimenti su tariffe, accessibilità degli uffici, modulistica poco chiara. Non servono megafoni: bastano domande con nome e cognome, e una richiesta di fatti verificabili.
Arriva qualche minuto prima. La Sala ex Consiliare non è grande; prendere posto con calma aiuta. Porta con te l’avviso di convocazione o segnati i riferimenti: Piazza Marconi 1, ore 21. Verifica il regolamento del Consiglio: in molti Comuni è possibile chiedere la parola nella fase dedicata o presentare osservazioni per iscritto. Se non è previsto, resta l’ascolto attivo e il contatto con i consiglieri a fine seduta. Punta su domande concrete. Chiedi documenti, dati, tempi. Le buone decisioni vivono di numeri semplici e verificabili.
Se l’ordine del giorno uscirà nelle ore precedenti, preparati su quel punto. Un esempio utile: se si parla di regolamenti, leggi le definizioni e guarda come impattano su orari, costi, accessi. Se tocca il bilancio, concentrati su priorità, scadenze, variazioni. Niente gergo: chiedi perché, come, quando.
Ci vediamo, allora, in quella sala dove le sedie scricchiolano e il tempo rallenta. Fuori, in Piazza Marconi, le vetrine riflettono le luci. Dentro, le scelte prendono contorno. La città è più vera quando qualcuno la guarda negli occhi: sarai tu, stavolta, a farlo?