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La Commissione Europea e gli accordi con le case farmaceutiche per il vaccino anti-covid

La Commissione Europea prosegue la sua politica di accordo con le principali case farmaceutiche per garantirsi l’accesso ai vaccini contro il covid-19 a un prezzo ragionevole e in sicurezza.
È recente l’accordo sottoscritto con due case farmaceutiche, una francese e una inglese, per l’acquisto di 300 milioni di dosi.
In questo progetto rientra anche la possibilità, per gli stati membri della Unione, di poter donare dosi di vaccino ai paesi a reddito basso.
Dopo questi accordi, intanto, proseguono i colloqui esplorativi con altre case farmaceutiche e questo, per Ursula von der Leyen presidente della Commissione Europea “dimostra ancora una volta l’impegno della Commissione Europea a garantire un accesso equo a vaccini sicuri, efficaci e a prezzi contenuti, e questo non solo per i suoi cittadini, ma anche per le persone più povere e vulnerabili al mondo”.

Queste operazioni permetteranno così di avere a disposizione vaccini basati su tecnologie diverse, con un accesso equo per tutti i paesi, frutto di una sperimentazione sicura e a prezzi contenuti.
L’ultimo accordo siglato è stato finanziato dallo strumento per il sostegno di emergenza, fondi destinati alla costituzione di un portafoglio di potenziali vaccini.

Le due case farmaceutiche porteranno ciascuna la propria competenza.
In un caso l’utilizzo di un vaccino basato sulla tecnologia a Dna ricombinante, nell’altro la capacità di ridurre la quantità di proteine necessarie per dose del vaccino, il che permetterà di produrre di più, proteggendo di conseguenza un maggior numero di persone.

Le due società hanno avviato lo studio di fase 1/2 a settembre mentre quello di fase 3, con sperimentazione sull’uomo dovrebbe partire entro la fine del 2020.
Secondo le ipotesi più ottimistiche le prime dosi di vaccino dovrebbero essere disponibili nella seconda metà del 2021.

Agli sforzi della Commissione faranno seguito anche quelli di singoli Stati e Agenzia Europea per i Medicinali per accelerare l’autorizzazione e la disponibilità di vaccini senza perdere di vista il requisito fondamentale: la sicurezza.