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Bollate si Rinnova: Nuove Piste Ciclabili e Riqualificazione Urbana per un Centro Città più Vivibile

Mattina presto, aria pulita e il fruscio di una ruota che taglia la strada: a Bollate il ritmo cambia piano, ma cambia davvero. Tra nuove piste ciclabili e strade che tornano a misura d’uomo, il centro si fa vicino, vivibile, a portata di passo e di pedale.

Negli ultimi anni Bollate ha investito sulla mobilità quotidiana. Non come slogan, ma con opere che si vedono: tratti protetti per chi pedala, attraversamenti più sicuri, marciapiedi rifatti dove servivano. La notizia, però, non è solo tecnica. È che questo mosaico di interventi sta ridisegnando il cuore della città. Più luce nelle piazze. Più ordine agli incroci. Più alberi dove prima c’era asfalto che scotta in estate.

Quando passi in centro lo senti. Cambia il suono. Meno clacson, più voci. Non è ancora ovunque, e non è tutto finito: per alcuni tratti la data di completamento non è stata comunicata in modo ufficiale. Ma la direzione è chiara. Le nuove corsie ciclabili legano quartieri, scuole, stazioni ferroviarie e i percorsi verso il Parco delle Groane. Non servono chilometri infiniti. Servono continuità e protezione ai punti critici, e su questo il Comune sta lavorando.

A dare senso a queste scelte c’è un fatto semplice: in Italia oltre la metà degli spostamenti quotidiani è sotto i cinque chilometri. Tradotto: tragitti che la bici copre in dieci, quindici minuti. Con piste ben fatte, la sicurezza stradale sale e gli incidenti calano. È ciò che mostrano ricerche europee su infrastrutture protette. Ed è ciò che, nel piccolo, si nota anche qui: più caschi colorati fuori dalle scuole, più cargo bike la mattina, più ragazzi che attraversano sulle zebre senza correre.

Cosa cambia per chi si muove ogni giorno

La routine diventa meno faticosa. Il genitore che prima girava venti minuti per un parcheggio ora lascia la macchina un po’ più lontano e fa l’ultimo tratto a piedi, su marciapiedi larghi e attraversamenti rialzati. Lo studente raggiunge la stazione lungo un itinerario ciclabile continuo, senza “buchi” pericolosi. L’anziano trova panchine sotto nuova alberatura urbana, con ombra d’estate e sosta comoda d’inverno.

C’è anche un effetto economico. Dove lo spazio pubblico torna vivibile, il commercio di vicinato respira. Vedi biciclette appoggiate davanti alle vetrine, sguardi che si incrociano, piccole soste che diventano acquisti. Le città che hanno investito in riqualificazione urbana mista — meno traffico di attraversamento, più cura dei dettagli — mostrano spesso una crescita dei flussi pedonali. Non è automatico né garantito, ma la tendenza è quella.

Il centro che invita a fermarsi

Qui sta il punto: le piste non bastano se il centro resta un “luogo di passaggio”. A Bollate stanno comparendo segnali diversi. Pavimentazioni più chiare, arredo urbano coordinato, corsie che separano nettamente chi cammina da chi pedala, e rallentamenti dove serve. Alcuni interventi estetici sono in corso e i dettagli su materiali e cronoprogramma non sono tutti pubblici: è giusto dirlo. Ma l’idea è forte e leggibile. Il centro città come salotto, non come corsia di sorpasso.

Una scena, tra le tante. Sabato mattina, la strada che si apre verso la piazza: un padre pedala piano con una bimba sul seggiolino. Lei indica una fontanella nuova, chiede di fermarsi. Si fermano. Bevi, ridi, riparti. È così che una città diventa tua, un gesto alla volta.

C’è ancora da fare: continuità sulle tratte periferiche, più rastrelliere sicure, manutenzione costante. Ma la direzione invita a una scelta semplice. La prossima volta che attraversi il centro, prova a farlo a piedi o in bici. Ascolta che suono ha Bollate quando la guardi da vicino. Non è forse questa, in fondo, la misura più onesta di una città che cambia?