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Avanzamento Ecologico a Bollate: Nuovo Progetto di Forestazione Urbana in Via Pucci e Via Nenni

Un quartiere cambia quando cambia il suo respiro: lo vedi nell’ombra che compare d’estate, nell’aria che punge meno, nel passo più lento delle persone. A Bollate sta per accadere di nuovo, e non è un annuncio di facciata: è terra, foglie, stagioni che tornano a fare il loro mestiere.

Da anni parliamo di città più vivibili. Poi arriva l’estate e cerchiamo ombra alle fermate dell’autobus. È lì che capiamo perché la transizione ecologica non è uno slogan: è una panchina all’ombra, un marciapiede che non scotta, un filare di alberi che rende la strada più umana.

Bollate ha scelto di farlo sul serio aderendo a Forestami, l’iniziativa che punta a piantare milioni di nuovi alberi nell’area metropolitana milanese entro il 2030 (info su forestami.org). Non è solo “verde” di cortesia: è forestazione urbana pensata per il traffico, per i percorsi casa-scuola, per chi pedala o spinge un passeggino.

I numeri contano. Un albero urbano in salute può assorbire in media da 10 a 20 kg di CO₂ all’anno, filtrare polveri fini e abbassare la temperatura percepita lungo la strada fino a 1-2°C nelle giornate più calde. Effetti piccoli, ma moltiplicati per centinaia di piante fanno la differenza su isole di calore e qualità dell’aria. E ogni chioma è anche habitat: più biodiversità, più insetti impollinatori, più uccelli.

Perché questo intervento conta

Gli alberi funzionano quando sono nel posto giusto. Lungo le arterie di quartiere calmano la velocità, proteggono i pedoni, rompono l’asfalto visivamente e acusticamente. Se progettati bene, raccolgono l’acqua piovana, evitano pozzanghere e irrigano il terreno con sistemi semplici. La riuscita sta nella manutenzione dei primi tre anni: irrigazione estiva, potature leggere, sostituzione delle fallanze. Senza questo, la piantumazione è solo una foto sui social.

Fin qui la cornice. Il cuore è un altro, e riguarda due strade che molti attraversano ogni giorno senza alzare lo sguardo.

Cosa vedremo in via Pucci e via Nenni

Il nuovo progetto di forestazione urbana interesserà via Pucci e via Nenni. Lì, dove il sole picchia e l’asfalto domina, arriveranno filari alberati e aiuole lineari. L’obiettivo è duplice: ombra continua sui camminamenti e corridoi verdi che cuciano i quartieri. In interventi analoghi di Forestami si usano specie robuste e autoctone come carpini, tigli, aceri campestri, bagolari, con un sottobosco di arbusti melliferi. Per Bollate la scelta puntuale delle specie e il numero esatto delle piante non risultano ancora pubblici: senza un dato ufficiale, non lo inventiamo. È ragionevole attendersi una messa a dimora nella stagione autunno-inverno, come da prassi, ma anche questa tempistica necessita di conferma.

C’è un aspetto che spesso passa in secondo piano: la relazione. Alberi nuovi significano nuove abitudini. Una sosta di pochi minuti all’ombra prima di rientrare, una chiacchiera sotto un filare dopo la spesa, i bambini che imparano i nomi delle foglie. In molte città i residenti adottano una giovane pianta e la annaffiano d’estate: piccoli gesti che fanno la differenza quando il termometro sale oltre i 30 gradi.

Immagina una mattina di luglio su via Nenni. Il marciapiede non ribolle, il bus arriva e la coda di persone aspetta all’ombra. Su via Pucci una ciclabile corre tra due file di chiome e il rumore del traffico sembra un passo più lontano. Non è un sogno green: è un progetto che chiede cura, metodo, pazienza. E a noi chiede qualcosa di semplice e difficile insieme: restare sotto gli alberi quanto basta per ricordarci che tipo di città vogliamo. E tu, dove vorresti mettere il primo passo all’ombra?