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Secondo arresto per evasione per l’imprenditore Baldan già ai domiciliari

L’imprenditore Antonio Giuseppe Baldan, titolare dell’omonima azienda di cosmetica e benessere che già scontava una pena ai domiciliari per reati tributari, ha ricevuto una seconda ordinanza di custodia cautelare per reati fiscali e fallimentari con un’evasione che si attesta sui 19 milioni di euro.

Con i proventi di questa attività, l’imprenditore avrebbe comprato un “taxi” veneziano, una moto, pagato trattamenti estetici alla ex moglie e viaggi per i figli. L’inchiesta, coordinata dal pm Roberto Fontana, ha portato all’arresto di altre due persone – Sandro Sansoni e Maria Liliana Tondi – grazie alla cooperazione con la Guardia di finanza di Lecco.

È stato quindi accertato che due società di Baldan Group, attive nella vendita di macchinari per l’estetica e per le quali la Procura aveva avanzato richiesta di fallimento, continuavano a operare in piena evasione fiscale, eludendo ogni adempimento, specie i debiti verso gli istituti di credito.
Tra le operazioni illecite rientravano anche le false fatture e l’acquisizione di una società di diritto colombiana non giustificata da ragioni imprenditoriali. Inoltre, per sottrarre i proventi di questa attività alla tassazione, Baldan e gli altri indagati avevano creato società fittizie nel Regno Unito, in Olanda, Svizzera e Germania.

Nell’ordinanza emessa dal gip Carlo Ottone De Marchi si legge: “La professionalità dimostrata da Baldan e dai suoi collaboratori nel commettere i reati contro il patrimonio e contro l’erario e la capacità di reinvestirne i profitti illeciti, con il concorso e la collaborazione di altri soggetti, portano a ritenere concreto il pericolo che gli indagati in forza del sistema illecito radicato messo in atto possano commettere altri delitti della stessa specie”.