Milano, perchè la parola maranza è discriminatoria: J-Ax lo spiega a Radio Deejay

Milano, J-Ax ospite a Radio Deejay affronta un tema spinoso attorno alla parola “maranza”: perchè potrebbe essere discriminatoria.

Milano, J-Ax ospite a Radio Deejay per presentare il nuovo album “Protomaranza”. Una promozione diversa dal solito perchè mette in relazione due situazioni diverse. Una sorta di confronto senza tempo fra l’Aleotti del passato e l’Aleotti del presente. Le riflessioni si susseguono in onda, con la collaborazione di Nicola Savino e Pasquale Di Molfetta, specialmente rispetto a un termine specifico come Maranza che stando alle analisi di Ax e i suoi collaboratori potrebbe essere discriminatorio.

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J-Ax, con il nuovo look (Foto Ansa) milano.cityrumors.it

La parola, nella fattispecie, potrebbe essere un oltraggio perchè è la crasi fra i termini marocchino e zanza. Parola che vuol dire perdigiorno. Una riflessione che lo ha portato a rivalutare il suo lessico: “Noi da giovani la usavamo per indicare coloro che venivano dal sud e anche profondamente basici, ma era una dicitura simpatica dicitura per sottolineare una differenza apparentemente normale. Invece mio figlio che la usa mi ha fatto notare che oggi può essere profondamente discriminatorio”.

J-Ax ospite a Radio Deejay: “Maranza può essere discriminatorio”

Una novità con cui i fan devono imparare a convivere. Più che altro Aleotti è sempre consapevole di come sia maturato rispetto a molti anni fa. Protomaranza parla anche di questo: di quanto la paternità, per certi aspetti, possa cambiarti la vita. Infatti Ax ha aggiustato il tiro dopo molteplici andirivieni non solo sul piano musicale. Una maturazione che l’ha portato anche a rivalutare la collaborazione con gli Articolo 31. Rimettere insieme la formazione con DJ-Jad per sotterrare l’ascia di guerra del passato.

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J-Ax cambia look: è irriconoscibile (Foto Instagram @wittytv) milano.cityrumors.it

Un nuovo Ax che mette in cantiere la possibilità di approfondire alla sua maniera, magari per capirsi e capire un po’ di più il mondo che lo circonda. Anche questo vuol dire evolversi ed evolvere. Nelle sue creazioni non si accontenta più di fare la differenza, ma vuole lasciare un segno. Magari con messaggi utili e condivisi. Una sorta di “militanza musicale” senza la politica, ma con attenzione al sociale.

 

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