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Sentieri di Celluloide : I giorni del commissario Ambrosio

Sentieri di Celluloide

– Milano nel cinema –

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“I GIORNI DEL COMMISSARIO AMBROSIO”

 

Le stagioni sono il filo conduttore dei miei racconti

( Renato Olivieri )

“Di fronte al compiacimento del difetto, l’ arrangiarsi e la grande furberia che erano le caratteristiche dei personaggi di Sordi per esempio, io contrapponevo una ricerca personale ma che mi era in un certo senso consegnata attraverso le sceneggiature su un personaggio a volte sprovveduto. Anche cinico, materialista e in certi casi persino volgari, se vogliamo, ma che all’interno delle storie ha sempre avuto da parte mia non una giustificazione ma piuttosto un momento di attenzione psicologica”

( Ugo Tognazzi )

Se Parigi ha Il commissario Maigret, creato dallo scrittore belga Georges Simenon, se Barcellona ha il commissario Pepe Carvalho, nato dalla penna dello scrittore Manuel Vázquez Montalbán, se l’immaginaria cittadina siciliana di Vigata ha Il commissario Montalbano, partorito dalla fantasia di Andrea Camilleri, anche Milano ha il suo commissario, il suo nome Giulio Ambrosio, uno degli investigatori più noti nel panorama letterario italiano, creato dal romanziere Renato Olivieri, e apparso per la prima volta nel 1978, in : “Il caso cobra“, pubblicato nella collana “Il giallo Mondadori“.

Protagonista in gialli eleganti e profondamente milanesi, il commissario Ambrosio è un uomo introverso, malinconico, amante del bello e conoscitore d’arte, un poliziotto leale e umano, che cerca sempre di capire cosa c’è dietro i singoli fatti, mantenendo un certo distacco nei confronti delle persone, ma spesso gli capita di commuoversi o di ricordare con nostalgia la propria giovinezza.

Nel 1988 il personaggio prende vita nel film: “I giorni del commissario Ambrosio“, diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Ugo Tognazzi, che sostituì il sessantenne Lino Ventura, vittima di un’improvvisa crisi cardiaca nei primi giorni di lavorazione. Tognazzi, al tramonto di una carriera composta da 135 titoli, è perfetto nel dipingere il ruolo di Ambrosio ricevendo personalmente i complimenti del suo padre letterario.

L’unico vero miracolo economico è quello che fece un uomo tanto tempo fa, quando moltiplicando pani e pesci diede da mangiare gratis alla gente.

( Ugo Tognazzi )

Il commissario Giulio Ambrosio, della Polizia di Milano, come tutte le mattine, esce di casa per recarsi a piedi in questura e come al solito si ferma a fare colazione in un bar del centro cittadino, intuendo, dalle lamentele del proprietario del locale, alle prese con i topi che escono dai tombini, il piano di una banda di scassinatori che si sta aprendo la strada ai sotterranei della Banca Nazionale del Lavoro. Avvisata la centrale provvede a farli arrestare.

Nella stessa mattinata, informato dal suo collaboratore, un agente in borghese della squadra mobile (Claudio Amendola), decide di occuparsi di un caso, apparentemente facile, su un incidente stradale avvenuto in un parco. Sul luogo del sinistro sono presenti due testimoni, un’anziana signora e un timido musicista (Carlo Delle Piane). La vecchina afferma di essere arrivata sul posto dopo l’incidente e di avere incontrato il signor Bandelli che cercava di soccorrere la vittima, dichiarazione confermata del musicista, affermando che stava tornando a casa dopo aver passato la mattinata con un amico.

Il commissario Ambrosio, maniacale nel suo “Modus operandi”, nota quanto possa essere strano che un testimone si affretti a fornire un alibi. Al proseguimento delle indagini si scopre che il morto è un losco individuo, spacciatore di droga e sfruttatore di prostitute. Un’indagine sul suo passato permette di scoprire alcuni collegamenti con la famiglia del testimone, che nel frattempo ritratta la dichiarazione precedente e finisce per accusarsi dell’omicidio, adducendo il pretesto della legittima difesa. Ambrosio non convinto continua ad indagare scoprendo che la figlia del Bandelli era stata traviata dalla vittima, che gli forniva la droga convincendola a prostituirsi, nello stesso periodo in cui era pure l’amante della moglie del musicista. Messo alle strette Bandelli racconta la versione dei fatti: la figlia disperata gli aveva confessato di aver ucciso lo spacciatore ed egli sarebbe intervenuto sul luogo del crimine per cancellare ogni traccia. La ragazza in preda alla disperazione cerca di suicidarsi lanciandosi dalla finestra della sua abitazione, ma il provvidenziale intervento del commissario Ambrosio la convincerà a non lanciarsi nel vuoto.

Sapete perché succedono i disordini?

Perché c’è sempre qualcuno che li prevede!

( Ugo Tognazzi )

Prodotto da Reteitalia, il film si apre, sulle musiche composte da Armando Trovajoli, con una lenta panoramica sul centro di Milano, fotografia alle prime luci di un mattino invernale. Il primo personaggio che appare all’inizio della storia è proprio il commissario Ambrosio che esce da casa sua, sita in uno storico palazzo di via San Marco (nei romanzi in via Solferino), per recarsi a piedi in questura. La piazza dove il protagonista si ferma per fare colazione in un bar, sventando il colpo della banda del buco ai danni della sede della BNL, è Piazza San Fedele. La scena del crimine, dove viene trovata la vittima, è nel verde del parco Sempione, vicino alle mura dell’Arena Civica, dal 2002 intitolata alla memoria del giornalista sportivo Gianni Brera.

Il condominio dove cerca di suicidarsi la ragazza, lanciandosi dal cornicione del settimo piano è sito in piazza Lega Lombarda. Le altre location in cui si sviluppa l’intricato caso sono: via Melchiorre Gioia, largo Corsia dei Servi e Corso di Porta Nuova.

Nella filmografia di Ugo Tognazzi, composta da 135 titoli, c’è un altro commissario di Polizia, quello interpretato in: “Il commissario Pepe“, diretto da Ettore Scola, nel 1969.

 

Ma questa è un’altra storia…

“A ben Arrivederci”

Joe Denti