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Questo palazzo custodisce una delle storie più ‘mistery’ di Milano: perché si parla di fantasma

Passeggiando per Milano scopriamo una storie da brivido tra le mura dei suoi palazzi antichi, scopriamo quali sono.

Milano, città dalla vita frenetica, ad un osservatore più attento regala tanta storia, stratificata dall’epoca della sua fondazione da parte dei Galli Insubri nel 400 a.C. e attraverso le finestre dei suoi edifici ha seguito le vite dei suoi abitanti nei secoli, storie tramandate che affidano la loro memoria alla credenza popolare e alla leggenda. Così trovandoci a passare per via Monforte, saremo attirati dalla bellezza tardo barocca del portale del palazzo Isimbardi, oggi sede della Città Metropolitana di Milano, un tempo Palazzo Taverna.

Palazzo Isimbardi sede della Provincia di Milano Milano.cityrumors

Il palazzo sorto intorno al XV secolo in origine era proprietà del consigliere Francesco Sforza, Cicco Simonetta, il cui erede Gerolamo Pallavicino, lo cedette alla famiglia nobile dei Taverna intorno al XVI secolo, in questo periodo subisce vari rimaneggiamenti sia all’interno che all’esterno, grazie alle ingenti ricchezze accumulate dalla famiglia. Nel 1607 il conte Landriano Taverna offrì asilo ad un personaggio, Giampaolo Osio, la cui storia resterà indelebilmente legata a queste mura, vediamo perché

Fatti strani accadono ancora oggi nel seminterrato di Palazzo Isimbardi, nessun impiegato ci va volentieri

Se ricordate la dolente storia della Monaca di Monza, narrata con grande umanità da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi, forse sapete che il personaggio era ispirato a Marianna de Leyva, una nobile di famiglia spagnola vissuta a Monza nel XVI sec. che 16 anni prese i voti e il nome di Virginia Maria, “la sciagurata” ebbe la sorte di incontrare sulla sua strada, il conte Giampaolo Osio, nobile di nascita, ma non certo di animo, poiché  fra altre azioni illecite al quale era dedito, si era macchiato dell’omicidio del gabelliere dei Leyva e da Marianna era stato prima denunciato e poi successivamente graziato.

La Monaca di Monza e Giampaolo Osio nella fiction “i Promessi Sposi” Milano.cityrumors.it (foto Ansa.it)

I due si innamorarono, narra Manzoni, ebbero dei figli e cercarono di tenere nascosta la loro relazione, finché una suora del convento li scoprì e per evitare che fossero denunciati, Giampaolo la uccise e nascose il cadavere, successivamente uccise altre tre persone sempre per lo stesso motivo.

Ovviamente dopo tutto questo sangue, la storia venne a galla e nel 1607 vennero condannati, Marianna ad essere murata viva nel convento e Giampaolo ad essere squartato vivo, ma, mentre l’una non si sottrasse alla sua condanna, Giampaolo fuggì e si rifugiò presso un suo amico, il conte Landriano Taverna, che invece lo fece uccidere e murare il suo corpo in una nicchia delle cantine del palazzo, per suo tornaconto personale.

Eccoci quindi tornati al Palazzo Isimbardi, che prese questo nome dall’ultimo proprietario e lo mantenne nonostante molti altri passaggi di proprietà, nel 1935 venne acquisito dalla provincia di Milano, cui appartiene ancora oggi e a detta di molti impiegati del Palazzo della Provincia, lo spirito irrequieto di Giampalo Osio vaga ancora nei sotterranei in cerca della sua vendetta.