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Cronaca

Ilaria Salis, la docente resta detenuta: linea dura del tribunale a Budapest. Minacce e aggressioni denuncia il legale

L’udienza di oggi a Budapest per il caso Ilaria Salis si è conclusa in modo pesante per la 39enne. Negati i domiciliari all’attivista. Alla decisione del giudice ungherese, il padre della maestra ha lasciato l’aula 

Ilaria Salis, attivista e maestra 39enne di Monza, detenuta nel carcere di massima sicurezza a Budapest in Ungheria ormai da 13 mesi con l’accusa di aver aggredito alcune persone neo-nazisti durante la manifestazione della Giornata dell’Onore, non tornerà presto in Italia.

Caso Ilaria Salis, oggi l’udienza in tribunale a Budapest. Atteso in aula anche Zerocalcare.(milano.cityrumors.it)

Oggi, giovedì 28 marzo 2024, si è appena conclusa la seconda udienza per il processo che la vede imputata nella capitale magiara e in aula sono presenti, oltre ai genitori della donna, anche una delegazione di parlamentari italiani e il fumettista Zerocalare.

Negati i domiciliari

Ilaria Salis resta in carcere. Il tribunale di Budapest ha respinto la richiesta presentata dalla difesa di trascorrere i domiciliari in Ungheria. Secondo il giudice Jozsef Sòs che ha rifiutato la richiesta dei legali della 39enne: “Le circostanze non sono cambiate. Esiste sempre il pericolo di fuga”.

Il padre della maestra monzese, Roberto Salis, subito dopo che il giudice ha declamato la sua scelta, è uscito dall’aula indignato e deluso.

Le minacce ai legali di Ilaria Salis

E’ entrata in aula di tribunale come la prima volta: mani e piedi legati da catene Ilaria Salis. Nulla sembra essere cambiato dalla prima udienza lo scorso 29 gennaio. All’arrivo in tribunale dei legali della 39enne, della famiglia Salis e gli amici della donna, (una quindicina in tutto) un gruppo di estremisti di destra ha minacciato la difesa: “Stai zitto o ti spacco la testa”.

L’avvocato Eugenio Losco, come riporta stamani l’ANSA, ha detto: “Ci aspettavano e ci hanno insultato e minacciato in ungherese. Ci hanno fatto delle riprese con i telefonini, ci hanno ripreso e il nostro traduttore ci ha detto che ci stavano minacciando”. Nel gruppo minacciato dagli estremisti ungheresi faceva parte anche il fumettista Zerocalcare.

La grande attesa

C’è grande fermento oggi a Budapest per la decisione del giudice ungherese Jozsef Sòs che dovrà stabilire se la monzese Ilaria Salis, detenuta in Ungheria dallo scorso 13 febbraio 2023 con l’accusa di aver aggredito tre militanti di estrema destra, potrà ottenere gli arresti domiciliari oppure dovrà ancora scontare la sua pena nel carcere ungherese di Gyorskocsi Ucta.

Caso Ilaria Salis, oggi l’udienza in tribunale a Budapest. Atteso in aula anche Zerocalcare.(milano.cityrumors.it)

Per la maestra 39enne il rientro in patria resta complicato, e l’udienza di oggi nel tribunale di Budapest servirà anche per comprende se gli sforzi dei diplomatici italiani siano serviti ad ammorbidire il governo duro di Viktor Orban, che al momento non ha cambiato il pensiero e le azioni sull’imputata Salis.

Atteso in aula anche Zerocalcare

La linea dura del governo ungherese desta molta preoccupazione ai familiari della 39enne di Monza. In modo particolare al padre di Ilaria, Roberto Salis, giunto a Budapest con la moglie con la speranza di riportare in Italia la figlia. L’obiettivo ultimo della difesa è proprio quello di ottenere la misura cautelare degli arresti domiciliari in patria o, in subordine, in Ungheria.

La richiesta è stata depositata dai legali di Ilaria Salis già ieri, mercoledì 27 marzo. Roberto Salis, come riporta anche Sky tg24, ha riferito: “dopo tutto quello che è successo e dopo quanto si sono esposte, sarebbe imbarazzante per le istituzioni italiane se domani le venissero negati i domiciliari”.

Sono molti a sostenere la sua causa oltre alla cittadinanza monzese, anche esponenti di spicco del mondo della politica e dell’arte. In aula oggi sarà presente una delegazione di parlamentari dell’opposizione, dal Pd al M5S, da Avs a Italia Viva. Tra loro presente anche il fumettista romano Michele Rech, alias Zerocalcare, che per Internazionale ha disegnato “il pozzo profondissimo” che Salis ha poi citato nel suo diario di prigionia. 

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La testimonianza di Zoltàn Tòth

Nell’udienza di oggi, la seconda dopo quella di fine gennaio che ha suscitato estremo clamore quando l’imputata 39enne fu fatta entrare in aula con manette ai polsi e catene alle caviglie e tenuta al guinzaglio da un’agente della polizia ungherese, verrà sentito anche il militante di estrema destra Zoltàn Tòth che l’attivista lombarda aveva aggredito il 10 febbraio del 2023 in Ungheria.

Il trattamento che la giustizia ungherese aveva riservato e ancora oggi riserva alla maestra italiana in carcere è quello riservato a chi appartiene a un’associazione terroristica, che poi è una delle accuse che le vengono rivolte, ma il padre di Ilaria ha spiegato che oggi “queste misure dovrebbero essere allentate”.

Oltre Zoltán Tóth, verranno sentiti anche due testimoni del militante di estrema destra presenti il giorno dell’aggressione in uno dei due episodi violenti contestati alla donna. Ma, come specificato inizialmente, oggi l’attenzione sarà tutta concentrata sulla decisione del giudice in merito alla richiesta dei domiciliari in Ungheria che, come spiega Roberto Salis: “Non sono il fine, ma un mezzo per portarla in Italia. Io comunque vada continuerò a combattere, c’è mia figlia in ballo”.