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Cronaca

Caso Ilaria Salis, il nuovo diario di prigionia dell’attivista: “Non so se ne uscirò mai”

Dal carcere di Budapest l’attivista monzese Ilaria Salis, detenuta dall’11 febbraio 2023, affida i suoi pensieri al diario di prigionia. La nuova lettera racconta il secondo mese di detenzione nella capitale Ungherese

L’insegnante antifascista 39enne Ilaria Salis, detenuta da oltre un anno nel carcere di Budapest dopo essere stata accusata di aver partecipato al pestaggio di alcuni militanti neo-nazisti in Ungheria, ha raccolto i suoi pensieri sui mesi di prigionia che sta vivendo nel carcere di massima sicurezza della capitale in un diario.

Ilaria Salis, l’anarchica milanese detenuta da oltre un anno nel carcere di Budapest. La nuova lettera di denuncia delle condizioni carcerarie del secondo mese di detenzione”. – milano.cityrumors.it

La missiva estrapolata dal nuovo diario dell’attivista è stata anticipata da Repubblica e dal Tg3 ieri, lunedì 25 marzo 2024. In uno stralcio si legge: “Sono caduta in un pozzo profondissimo, mi chiedo se ci sia uscita. Ma non ho dubbi su quale sia la parte giusta della storia”. 

Il diario di Ilaria Salis

La lettera di Ilaria Salis parte prendendo come riferimento una metafora del fumettista italiano Zerocalcare: “I mesi sono lunghi e accade che la bolla si trasformi in un buco nero che ti risucchia. Prendendo in prestito una metafora che leggerò parecchi mesi dopo in un bellissimo fumetto dedicato alle mie vicende sono caduta in un pozzo profondissimo”.

Ilaria Salis, l’anarchica milanese detenuta da oltre un anno nel carcere di Budapest. La nuova lettera di denuncia delle condizioni carcerarie del secondo mese di detenzione”. – milano.cityrumors.it

“Le pareti sono scivolose ed ogni volta che faticosamente cerco di compiere un breve passo per risalire appena un pochino, finisco sempre col precipitare più in profondità. A volte mi chiedo se questo pozzo abbia un fondo e se da qualche parte ci sia davvero un’uscita. Immagino di essere un piccolo geco, che nell’oscurità silente riesce a scalare le pareti. Già, devo scalare le pareti, ma qui purtroppo non ci sono i miei compagni di arrampicata e i legami di fiducia ben stretti sulla corda della sicura”.

La 39enne continua il suo racconto: “Chiudo gli occhi e lancio lo sguardo oltre le mura di questo cieco carcere: scorgo le vicende di uomini e donne come ricambi in tessuti su arazzi che raffigurano storie più ampie. Storie di popoli, di culture, di lingue e di religioni. Storia di sistemi economici, politici e giuridici. Storie di ricchezza e di miseria, di potere, di sopraffazione e di sfruttamento. Storie di guerre e di eserciti. Storie di un mondo in cui ancora si uccidono bambini, in cui alle quarte d’Europa risuonano mitraglie che riecheggiano gli scempi del secolo scorso. Apro gli occhi e mi scorgono rannicchiata sulla grigia coperta, con lo sguardo fisso sulla porta di ferro della cella. Tutto mi appare semplice e lineare in queste vicende, come in molte altre, non può esserci alcun dubbio su quale sia la parte giusta della storia”.

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Giovedì la nuova udienza

Sul caso della 39enne monzese ieri è intervenuto di nuovo il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribandendo, come riporta il Giorno: “Noi chiediamo soltanto che si rispettino i diritti umani, mi auguro che possa essere assolta: io sono garantista”.

Ilaria Salis, l’anarchica milanese detenuta da oltre un anno nel carcere di Budapest. La nuova lettera di denuncia delle condizioni carcerarie del secondo mese di detenzione”. – milano.cityrumors.it- ANSA –

Nel frattempo è prevista per questo giovedì, 28 marzo 2024, una nuova udienza nella capitale Ungherese. La procura ha chiesto 11 anni di reclusione ma l’attivista Salis, rischia fino a 24 anni. Ilaria Salis ha denunciato attraverso i suoi familiari e ai suoi legali le condizioni disumane cui è sottoposta da quando è rinchiusa nel carcere di Budapest.