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Museo del Novecento: il progetto per il secondo Arengario

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Fonte foto blog.urbanfile.org

Nella giornata di ieri, alla presenza del sindaco Sala e degli assessori Dal Corno e Maran, è stato presentato il progetto vincitore del bando “Novecentopiùcento”, indetto nel 2020, che prevede di ampliare l’attuale Museo del Novecento collegandolo al secondo Arengario con una passerella aerea trasparente.

Il collegamento così studiato sarebbe reversibile, in modo da non spezzare la visuale della torre Martini e sarebbe collocato a due metri di altezza.
Si attende ora il pronunciamento della Sovrintendenza ai beni culturali ma se anche questa ipotesi fosse bocciata ci sarebbe già un’alternativa che prevede la realizzazione di una piazza-cortile in comunicazione con piazza Duomo.

Fin qui il progetto che è stato assegnato a un team di progettisti che ha come capogruppo Sonia Calzoni insieme con Pierluigi Nicolin, Ferdinando Aprile, Giuseppe Di Bari e Bruno Finzi.
Un’altra importante novità per l’ampliamento del Museo, che dovrebbe concludersi entro il 2026 in tempo per le Olimpiadi, è la donazione di 5 milioni di euro fatta dalla benefattrice Giuseppina Antognini sotto forma di una collezione di opere d’arte contemporanea dagli anni ’80 in poi che comprende, tra le altre, opere di Boccioni e De Chirico.
Nel secondo Arengario, al piano terra, troveranno poi spazio un bookshop e una caffetteria con tavolini mentre nel mezzanino verrà realizzato un auditorium. I quattro piani superiori potranno così ospitare un altro centinaio di opere.

“Questo progetto – ha spiegato il Sindaco – è il non plus ultra della milanesità, è un’iniziativa pubblico-privato straordinaria”.
Un completamento ideale per il Museo del Novecento che proprio quest’anno compie dieci anni e che ha impiegato i mesi di chiusura per realizzare un nuovo percorso espositivo per i bambini e allestire due nuovi spazi dedicati all’arte italiana dagli anni ’20 agli anni ’50. Occuperanno i piani quarto e quinto e sono il risultato di acquisizione compiute negli anni e mai esposte fino a ora provenienti da fondazioni, archivi e collezionisti privati.

Si potranno così ammirare le opere di Alberto Burri che occupano una sala intera e quelle di Arnaldo Pomodoro, uno dei più importanti artisti milanesi, grazie a un accordo quinquennale stipulato con l’omonima Fondazione.