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Primo stop nella sperimentazione al vaccino contro il coronavirus

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Il mondo è ancora in piena pandemia da coronavirus e non si contano le sperimentazioni, partite già nei mesi più critici per vittime e contagi, avviate da più paesi per arrivare a un vaccino, l’unica vera arma di contrasto alla malattia.

Una nota casa farmaceutica svedese-britannica, che stava collaborando con l’università di Oxford ed era arrivata alla fase di test con sperimentazione umana, ha appena annunciato la sospensione dei test per “Seria reazione avversa in un volontario britannico”, così si legge nel loro comunicato stampa.

I volontari che si stanno sottoponendo a questa sperimentazione sono circa 50.000 distribuiti tra Europa, Nord e Sud America.

In linea di massima la sospensione, in questo caso così come per i nuovi farmaci, è una procedura prevista. Serve a fare il punto su cosa è successo e come, per poi fare delle modifiche al farmaco o vaccino e proseguire la sperimentazione in sicurezza. Per questo motivo si è deciso per la sospensione anche negli Stati Uniti.

A proposito di questa vicenda le parole di Matt Hancock, ministro della Sanità della inglese, al canale televisivo Skynews sono state: “Non è la prima volta che succede per il progetto di Oxford. È una procedura standard di sicurezza nei trial clinici. Vi è già stata una pausa prima dell’estate, risolta alla fine senza problemi”.

Non è questo il caso. Le fonti ufficiali non fanno cenno a quale sia la “condizione avversa” ma già si sono scatenate le prime indiscrezioni.

Prima tra tutte quella del New York Times che, citando una sua fonte anonima, ha fatto riferimento a una mielite trasversa.
Si tratta di una malattia, riconducibile a un’infezione virale, in cui un un’infiammazione danneggia i tessuti del midollo spinale.

Il vaccino, che contiene parti del materiale genetico del covid-19, potrebbe aver scatenato questa patologia anziché la risposta immunitaria sperata.
Questa sperimentazione, inoltre, riguarda da vicino il nostro paese che vi partecipa con una società del settore della biotecnologia molecolare di Pomezia vicino Roma.

La momentanea battuta di arresto si inserisce in un quadro generale dominato dalle preoccupazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla “fretta” di arrivare al vaccino, soprattutto da parte di alcuni paesi.
Il riferimento è allo Sputnik V, il vaccino russo che sta arrivando alla fase 3 – la sperimentazione sull’uomo- e per il quale già si parla di messa in produzione.

Ma il riferimento è anche alla colorazione politica che va assumendo la corsa al vaccino.
E in questo caso il riferimento è al presidente americano Donald Trump che, nel pieno della corsa alle presidenziali, ha annunciato un vaccino entro novembre, il mese del voto.