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Nuovo San Siro, si può fare ma manca l’ok di Inter e Milan: la strategia per non abbattere la Scala del Calcio

San Siro, niente abbattimento. Lo stadio resterà al suo posto. Si va verso la ristrutturazione: il piano di riqualifica.

È sempre stata una questione di priorità: San Siro è un patrimonio di Milano. Non solo per il calcio, ma anche per gli eventi. Per questo resterà al suo posto. L’abbattimento in questo momento non risulta indispensabile. Anzi, non è proprio nei piani della politica e del Comune di Milano che si rimette al vincolo della Sovrintendenza proposto dal Sottosegretario al Ministero della Cultura Vittorio Sgarbi, il quale ha promesso di esporsi in prima persona per evitare la distruzione dello stadio.

Lo Stadio San Siro è da anni un simbolo per Milano – Foto | Pixabay – Milano.cityrumors.it

Così è stato e così è. San Siro gode di ottima salute e soprattutto dell’assenso degli assessori, in primis l’esponente di Forza Italia Alessandro De Chirico. Inizialmente contrario alla ristrutturazione di San Siro, ma ci sono almeno 300 milioni di buone ragioni per fargli cambiare idea.

San Siro non si abbatte: il nuovo progetto

Tanto vale in termini economici il progetto di riqualifica della Scala del Calcio, che comincia dagli anelli 3+1 Premium. Il terzo non si tocca e viene dedicato a ristoranti, negozi e attività correlate. Poi una “piazza dei tifosi” al posto dei cancelli e soprattutto tanta tranquillità. Prima, dopo e durante i lavori.

La Scala del calcio verso la riqualificazione (Milano.cityrumors.it)

Sarà possibile continuare a giocare le partite in programma durante la ristrutturazione dell’impianto, visto che ci sarà una metamorfosi che durerà non più di 730 giorni. Due stagioni e Milan e Inter avranno la loro nuova casa. Sempre se vorranno, perchè il nodo centrale resta proprio questo: il ruolo dei club.

300 milioni per la riqualifica

Entrambi negli anni hanno presentato progetti diversi ed espresso chiaramente la volontà al Sindaco Sala di avere uno stadio di proprietà. Il Primo Cittadino ha detto che, in nome di piani attendibili, si poteva parlare di ipotesi future. Fuori Milano, però. Dentro il capoluogo lombardo è fuori discussione. Concetto, dopo le ultime riunioni con la giunta comunale, rafforzato ulteriormente perchè – se passa definitivamente l’idea della ristrutturazione – San Siro non può rimanere sotto organico.

Beppe Sala non si opporrebbe alla costruzione di nuovi stadi (milano.cityrumors.it)

La struttura deve essere sfruttata appieno. Altrimenti si rischia di avere una “cattedrale nel deserto” con centinaia di migliaia di euro in meno. Dunque si procede, ma con cautela, perchè senza l’assenso delle società di calcio non si può discutere di futuro. L’accordo della politica c’è: San Siro non si tocca, ma i lavori di ristrutturazione devono essere condivisi.

Ristrutturazione condivisa

A questo punto Sala ha tre strade diverse: la prima è quella che prevede l’inizio dei lavori facendo una gimcana perenne tra vincoli comunali e restrizioni sulla spesa corrente, la seconda che prevede la compartecipazione dei club alla mole di lavoro con la promessa di continuare a giocare a San Siro senza altre velleità e la terza ipotesi (più importante) è quella di convincere Inter e Milan a collaborare grazie a un “Diritto di superficie” concesso dal Sindaco a meno di 100 milioni (attuale valore dell’impianto).

Significa che i lavori sono a carico dei due club che hanno, però, la possibilità di patrimonializzare su quanto investito. Il Comune non incassa niente. I proventi sarebbero equamente divisi tra le due società di calcio. Una svolta non da poco in termini di guadagno. Tuttavia ancora non esiste un sì ufficiale. La giunta è d’accordo, così come la politica in generale. Manca, però, l’assenso decisivo. In settimana Sala dovrebbe provare a scrivere al Milan e parlare con l’Inter: i rossoneri sembrano molto avviati con la situazione a San Donato.

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Rebus Inter e Milan

Il progetto è avanti, ma non è ancora determinato appieno. I nerazzurri, invece, aspettano per valutare ogni possibilità. Anche loro hanno il progetto pronto (sulla carta), ma vogliono comunque ascoltare le disponibilità delle parti. Quel che è certo – almeno fin qui – è che San Siro non verrà abbattuto. Cosa diventerà, e soprattutto come, lo dirà il tempo. Variabile tornata a scandire prepotentemente una struttura che trasuda storia e ricordi: la novità – e non era scontata – è che continuerà a farlo.