Un sabato di parole lente e sguardi attenti. Alla Biblioteca di Villa Burba, la poesia prende posto tra scaffali e luce naturale. Marta Martello porta in sala una voce che non alza il tono, ma resta. E chi ascolta sente quello che di solito tace.
Sabato 28 marzo, un appuntamento da non perdere
Sabato 28 marzo, ore 16, appuntamento con Trame d’autore alla Biblioteca di Villa Burba (Rho, MI). In programma la presentazione di “Dell’Essenza”, silloge poetica di Marta Martello pubblicata da Convalle nel 2025. L’incontro è annunciato come un momento di lettura e confronto. Informazioni su prenotazione e accesso non sono al momento indicate in modo ufficiale.
Un evento poetico di rilievo
L’evento si muove in un perimetro chiaro. Una poetessa. Un libro nuovo. Un luogo pubblico che accoglie. La poesia qui non è ornamento. È pratica di attenzione. È un modo per rimettere al centro ciò che di solito scivola via.
Il titolo “Dell’Essenza”
Il titolo “Dell’Essenza” orienta la bussola. La scrittura di Martello non cerca effetti. Usa parole brevi. Scava con misura. Toglie il superfluo. Lascia margine al respiro di chi legge. In sala, questo ritmo si sente. Le presentazioni di poesia spesso alternano ascolto e voci. Letture a microfono, domande dal pubblico, dialoghi senza fretta. La scaletta precisa non è stata divulgata, ma l’impianto della rassegna va in questa direzione.
La poesia nel panorama italiano
Secondo i dati più recenti disponibili, in Italia meno di una persona su due legge almeno un libro all’anno. In questo quadro, gli incontri di poesia hanno un ruolo concreto. Offrono tempo condiviso. Aprono spazi civici di prossimità. Gruppi di lettura, biblioteche di quartiere, piccole case editrici: qui passano energie vere. È anche per questo che un sabato pomeriggio in una biblioteca conta.
La poesia come esplorazione dell’assenza
Solo a metà strada, però, si capisce che il centro non è la “bella pagina”. Martello esplora l’assenza non come buco nero, ma come territorio abitabile. Non solo perdita definitiva. Anche distanza emotiva e cognitiva. Quella che si crea tra chi resta e chi si fa lontano pur stando vicino. La silloge dà dignità alla fragilità e al silenzio. Li mette in scena senza rumore. Li nomina senza spiegarli. È una scelta precisa. E chiede al lettore una presenza intera.
Un invito alla Biblioteca di Villa Burba
La sede non è un dettaglio. Villa Burba è una dimora storica con parco e sale luminose. La biblioteca civica usa questi spazi per rassegne, corsi e laboratori. Il contesto favorisce l’ascolto. Si arriva in treno o in auto. Si entra e si rallenta. Chi frequenta la rassegna “Trame d’autore” lo sa: il tono è sobrio, l’accoglienza è calda, i tempi sono umani.
La poesia come spazio condiviso
Le pagine di “Dell’Essenza” propongono un’educazione dello sguardo. Niente retorica. Niente urgenze fasulle. Una parola alla volta. Un’immagine alla volta. Un esempio concreto? Pensiamo a una sedia vuota lasciata a tavola per chi non c’è. È un gesto minuscolo. Ma dice più di un discorso lungo. Così lavora questa poesia. Mostra, non spiega. Chiede di sostare.
La poesia oggi
C’è chi dirà che la poesia oggi sia un lusso. Eppure, davanti a certe fratture, la lingua quotidiana non basta. Servono parole che reggano il peso e la cura. Questo incontro alla Biblioteca di Villa Burba promette proprio questo: una comunità piccola, ma reale, che prova a chiamare per nome ciò che manca. Forse è da qui che si ricomincia. Da una stanza, un pomeriggio, una voce che non grida. E da una domanda semplice: di quale assenza, oggi, abbiamo il coraggio di farci compagnia?




