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Torre dei Moro: pannelli non a norma e un mozzicone di sigaretta

I Vigili del fuoco hanno depositato questa mattina la relazione conclusiva della perizia effettuata alla Torre dei Moro per accertare le cause dell’incendio di fine agosto.

L’edificio di 18 piani di via Antonini, zona sud di Milano, fu letteralmente avvolto dalle fiamme subendo danni tali da essere dichiarato inagibile per tutte le famiglie che lo abitavano.
Dall’incendio era quindi partita la relativa inchiesta coordinata dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Marina Petruzzella per l’ipotesi di disastro colposo con conseguente richiesta di perizia tecnica.
Dal rapporto di 20 pagine depositato oggi in Procura sono quindi emerse due indicazioni importanti.

La prima riguarda i pannelli che rivestivano l’edificio, risultati non conformi a quanto stabiliva la direttiva del Ministero dell’Interno in materia. La legge del 3 maggio 2010, infatti, era nata per imporre precisi requisiti per ottenere l’omologazione in ottica di sicurezza dagli incendi. Ebbene, il controllo dei documenti per i pannelli della Torre, ha evidenziato che le forniture acquistate prima di quella data non erano passate attraverso l’omologazione e quelle acquistate dopo non erano conformi a quanto richiedeva la legge.
Tra fornitura e verifiche da fare erano coinvolte tre aziende: il fornitore spagnolo dei pannelli, l’azienda italiana che li ha acquistati e l’impresa Moro Costruzioni. In questa catena di responsabilità sono mancate tutte le verifiche del caso.

Se i materiali di copertura della facciata non erano a norma, e quindi non ignifughi, si capisce come il mozzicone ancora acceso di una sigaretta, lanciato da un piano superiore della torre e caduto sui sacchi di plastica lasciati sul balcone del 15mo piano, sia stato il detonatore dell’incendio.
Questa è stata ritenuta l’ipotesi più attendibile dalla perizia che ha accertato anche guasti e malfunzionamenti dei sistemi antincendio come l’assenza di acqua negli idranti e le pompe che erano praticamente fuori uso.