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Monitoraggio Annuale del Tarlo Asiatico a Rescaldina: Intervento dei Tecnici ERSAF

Da martedì 19 febbraio 2026 a Rescaldina si rimettono gli scarponi sul campo: i tecnici ERSAF tornano tra viali e cortili per il monitoraggio del tarlo asiatico, a tutela degli alberi di tutti.

Capita di passarci sotto senza pensarci troppo. Un filare di tigli in centro, l’ombra sul marciapiede, il vento che muove le foglie. Poi, un giorno, noti un mucchietto di segatura alla base di un tronco. Non è normale. È il segno che qualcosa, dentro, sta mangiando legno. È lì che entra in scena il monitoraggio, e con lui i tecnici di ERSAF.

Cos’è il tarlo asiatico e perché riguarda tutti

Il cosiddetto tarlo asiatico (Anoplophora spp.) è un insetto xilofago. Scava gallerie nel legno e indebolisce le piante ospiti, in particolare latifoglie urbane come aceri, olmi, salici, betulle, pioppi, ippocastani e, in alcuni contesti, platani. I segnali più chiari sono tre: fori rotondi di sfarfallamento, ampi circa 1–2 cm; rosume simile a segatura alla base o negli incavi; rami che seccano senza un motivo apparente.

La specie è classificata come organismo da quarantena nell’Unione Europea. Tradotto: quando c’è un focolaio, scattano regole precise su spostamento di piante e legname. Non è burocrazia per addetti ai lavori. È protezione del verde pubblico e dei giardini privati, delle ombre che frequentiamo ogni giorno.

Cosa succede a Rescaldina dal 19 febbraio

Dal 19/02/2026 i tecnici ERSAF saranno nel territorio comunale di Rescaldina per l’annuale attività di monitoraggio. Lavoreranno a piedi, strada per strada. Controlleranno i filari, le aree verdi e, se necessario, chiederanno di vedere cortili e pertinenze private. È un’attività programmata, riconoscibile e autorizzata. Il personale è identificabile con tesserino e segue procedure standard di sicurezza fitosanitaria.

Cosa fanno, in pratica: ispezioni visive pianta per pianta; verifica di fori, rosume e lesioni; eventuali campionamenti e foto georeferenziate; indicazioni su come gestire potature e residui verdi.

Ad oggi non sono state diffuse in modo pubblico le vie specifiche interessate; le squadre si muovono per zone, seguendo tracciati aggiornati sullo stato delle segnalazioni. Se hai dubbi, contatta gli uffici comunali o i canali ufficiali ERSAF. È importante: evitare telefonate “a catena” riduce il rumore e aiuta chi lavora sul campo.

Come puoi contribuire, in concreto: consenti l’accesso ai tecnici quando richiesto; non spostare legna, ramaglie o piante potenzialmente ospiti fuori dal Comune senza istruzioni; segnala subito fori circolari o segatura al piede dell’albero tramite i canali del Comune o ERSAF; rimanda potature non urgenti se ti trovi in una zona oggetto di controllo.

Il contrasto al tarlo asiatico non si regge sull’allarme, ma sulla costanza. Le larve vivono nel legno per mesi, talvolta più di un anno. Per questo la sorveglianza è ciclica, l’azione è paziente e i risultati si misurano nel tempo. A Rescaldina, come in altri comuni lombardi interessati in passato, l’esperienza ha insegnato che la combinazione tra controlli puntuali, cittadini attenti e regole chiare fa la differenza.

C’è un aspetto che spesso sorprende. Quando si rimuove una pianta compromessa, non è una sconfitta: è una scelta di protezione. Permette di salvare quelle vicine e di ripiantare specie adatte, più resistenti. È un gesto che guarda avanti.

Immagina allora il tuo quartiere tra qualche mese. Stessa strada, stesse ombre. Solo che, grazie a un controllo fatto oggi, gli alberi stanno meglio e tu quasi non te ne accorgi. Non è questo, in fondo, il segno delle cose che funzionano?