Un’uscita che usi tutti i giorni può cambiare il ritmo di una mattina. Da martedì 17 febbraio 2026, Via Origoni chiede pazienza: un cantiere ridisegna i movimenti, e la città si adatta, come fa sempre quando qualcosa la costringe a rallentare e a guardarsi intorno.
C’è chi su Via Origoni ci passa a occhi chiusi. Un saluto al fornaio, la svolta secca, poi lo scatto verso la strada grande. Piccoli rituali che tengono insieme una giornata. Finché arriva un cantiere. E allora spunta una freccia gialla, un cartello in più, una curva in meno. Niente di epocale. Ma abbastanza per farti ripensare il tragitto.
Qualcuno l’ha saputo al bar, altri da un gruppo WhatsApp. Altri ancora solo stamattina, davanti alla transenna. È il bello e il brutto del vivere in città: cambia una viabilità di quartiere e si spostano abitudini, orari, umori.
Dalle ore 8.00 di martedì 17 febbraio 2026, fino a termine dei lavori, sull’uscita di Via Origoni in direzione Viale della Repubblica sarà inibito il transito. In pratica: non si potrà più immettersi su Viale della Repubblica da quell’uscita. La durata del lavoro stradale non è stata comunicata con precisione; al momento non risultano date ufficiali di chiusura e riapertura.
Secondo prassi, la Polizia Locale affianca l’impresa con segnaletica temporanea e limiti ridotti (spesso 30 km/h nei pressi del cantiere). È plausibile che rimangano accessi locali per residenti, ma questo dettaglio non è confermato. Idem per eventuali restringimenti sull’ingresso in Via Origoni dalla parte opposta: chi guida dovrà affidarsi ai cartelli presenti sul posto.
Se prendi l’autobus, potrebbero esserci deviazioni o fermate sospese in prossimità dell’area. Non ci sono note ufficiali diffuse al momento della stesura; verifica gli avvisi alle paline o sul sito del gestore di trasporto pubblico locale.
Automobilisti: seguite le frecce gialle del percorso alternativo e anticipate la manovra di immissione su Viale della Repubblica dalla giunzione precedente o successiva, evitando inversioni improvvise. Calcolate 10–15 minuti in più nelle fasce 7:30–9:30 e 17:00–19:00. Le app di navigazione aggiornano i flussi quasi in tempo reale: usatele, ma date sempre priorità alla segnaletica in loco.
Residenti e attività: se avete un box o carichi/scarichi in prossimità, chiedete all’impresa o alla Polizia Locale se sono previsti pass temporanei e orari dedicati. Di solito ci sono finestre concordate, ma serve conferma sul posto.
Ciclisti e pedoni: spesso i passaggi restano aperti con corridoi protetti; se non ci sono indicazioni chiare, non forzate il transito e cercate l’attraversamento segnalato più vicino. Luci e dettagli riflettenti aiutano al crepuscolo.
Genitori in accompagnamento: se fate il “tragitto scuola”, provate il giro alternativo la sera prima. Dieci minuti di prova tolgono ansia alla mattina.
Esempio concreto. Se arrivate da nord e puntate a Viale della Repubblica, conviene imboccare l’asse parallelo disponibile prima dell’area di chiusura e ricollegarvi alla grande arteria alla rotatoria successiva. È un giro di poco, ma evita code a ridosso del blocco. In città simili, chiusure come questa hanno allungato i tempi medi di spostamento di 5–12 minuti nelle ore di punta: è una stima prudente, utile per organizzarsi.
Piccola nota di realismo: i primi due giorni sono i più caotici. Poi la strada “impara” e i flussi si riassestano. Intanto, abbassiamo tutti di un filo la velocità. La sicurezza vale più di una scorciatoia.
A volte basta una barriera arancione per ricordarci che la città è viva. Respira, ripara, ricuce. La domanda è semplice: in questo nuovo disegno di strade, quale sarà il tuo passo?