Una domenica che profuma di forno acceso e di buone intenzioni: un pranzo a base di pizza che mette a tavola la città e la sua voglia di inclusione. Non il solito evento, ma un invito caldo e concreto a sedersi vicini, guardarsi negli occhi e lasciare che la convivialità faccia il resto.
Succede spesso: la pizza mette tutti d’accordo. È semplice, diretta, popolare. Ma quando la fetta che tieni in mano racconta anche un’idea di mondo più giusto, qualcosa cambia. Ti accorgi che il gusto non finisce sul palato: resta nelle relazioni, nella fiducia, nelle piccole scelte che diventano abitudini.
Chi è PizzAut, in breve
PizzAut è un progetto sociale italiano che ha trasformato la pizzeria in palestra di autonomia e lavoro per persone nello spettro dell’autismo. Nelle sue sale, tra banco e forno, l’inclusione non è uno slogan ma un’organizzazione concreta: ruoli chiari, processi semplici, tempi sostenibili. I locali di Cassina de’ Pecchi e Monza hanno fatto scuola e attirato attenzione nazionale. Nel 2023 è arrivato persino il Presidente della Repubblica, segno che qui l’innovazione è civica prima ancora che gastronomica. C’è anche il PizzAutobus, il food truck che porta il messaggio su strada, piazza dopo piazza. “Nutriamo l’inclusione”: lo dicono e, soprattutto, lo fanno.
La forza del modello è verificabile: formazione sul campo, accompagnamento delle famiglie, collaborazione con reti locali. I risultati si vedono nei turni di servizio ben orchestrati, nella sicurezza di chi porta un piatto al tavolo sapendo esattamente cosa fare. Non servono effetti speciali. Serve chiarezza di metodo e fiducia.
Ed è qui che entra in scena la nostra città. L’Assessorato alla Cultura propone un pranzo “giropizza” proprio da PizzAut, domenica 15 marzo 2026. Un invito semplice, quasi disarmante, che dice: facciamo comunità mentre mangiamo, sosteniamo chi costruisce opportunità reali, celebriamo il gusto di stare insieme.
Cosa aspettarsi dal giropizza
Il “giropizza” è una formula conviviale: pizze che arrivano a rotazione, sapori diversi, ritmo allegro. Qui, però, il cuore non è solo nel menù. È nel servizio curato da una brigata che lavora in squadra, nella gentilezza di chi ti spiega gli ingredienti con calma, nel tempo condiviso che vale quanto il conto. È un’esperienza che mette appetito e prospettiva: ti alzi sazio e un po’ più informato.
Dati pratici. Al momento della pubblicazione, non risultano ancora comunicati ufficiali su orari, costi e modalità di prenotazione per l’evento. I posti potrebbero essere limitati e la prenotazione verosimilmente necessaria: l’indicazione è di seguire gli aggiornamenti dell’Assessorato alla Cultura e di PizzAut sui canali istituzionali. Nessuna informazione certa su menù speciali o scontistiche dedicate: meglio attendere le note ufficiali.
Perché partecipare, allora? Perché ogni pizza servita sostiene lavoro dignitoso e competenze che restano. Perché la domenica a pranzo è il momento giusto per rallentare e vedere da vicino come una buona idea diventa pratica quotidiana. Perché quelli che chiamiamo “progetti” sono, prima di tutto, persone: professionisti, famiglie, clienti che imparano insieme a riconoscersi.
Io me lo immagino così: una teglia fumante che arriva al tavolo, una risata che scoppia da un’altra parte della sala, un “buon appetito” che suona come un benvenuto. E tu che assaggi e pensi: se una margherita può cambiare una domenica, fin dove può arrivare l’effetto di un gesto così semplice?




