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Carnevale 2026: Un Sabato di Festa e Colori – 21 Febbraio

Sabato 21 febbraio 2026 promette un’Italia a colori: strade vive, risate leggere, profumo di fritto dolce. Un giorno che comincia piano e, tra maschere, coriandoli e musica, diventa una festa di comunità: ognuno porta un tassello, tutti escono con una storia in più.

Il Carnevale 2026

Il Carnevale 2026 cade in un calendario che spinge fuori casa. È sabato, non serve correre. Le città aprono le piazze, i quartieri si riempiono di costumi improvvisati e scelte d’autore. C’è chi scende con la mantella cucita in cucina e chi cerca l’effetto wow con glitter e parrucche. I bambini trascinano gli adulti. Le famiglie si fermano ai primi stand: frittelle calde, chiacchiere che si spezzano con un suono secco, zucchero a velo ovunque.

Molti guardano al grande circuito. Venezia attira, di solito, oltre un milione di visitatori ogni anno. Viareggio continua con i suoi carri monumentali e satirici, tra i più famosi d’Europa. Numeri così non nascono per caso: organizzazione, tradizione, lavoro di bottega. Eppure, il punto di questo sabato arriva a metà giornata, quando ti accorgi che una città in particolare non ha ancora chiuso la stagione.

Il calendario 2026 in breve

Nel 2026 il Martedì Grasso cade il 17 febbraio. Il mercoledì successivo segna l’inizio della Quaresima. In molte località, le sfilate principali si sono già svolte nei weekend precedenti. I programmi ufficiali, come sempre, sono soggetti a conferme e aggiornamenti: conviene controllare i siti comunali e i canali degli enti turistici prima di muoversi.

Ed ecco il cuore di questo 21 febbraio: in Lombardia, con il Carnevale Ambrosiano, la festa arriva al sabato dopo le Ceneri. Significa che a Milano il vero Sabato Grasso è proprio il 21 febbraio 2026. Le vie del centro si riempiono nel pomeriggio; oratori, scuole e associazioni portano in strada cortei di quartiere. Non servono palchi altissimi per fare atmosfera: bastano tamburi, stelle filanti e quella timidezza felice di chi si mette una maschera per la prima volta.

Un aneddoto minimo: anni fa, lungo i Navigli, ho visto un barista interrompere il turno per insegnare a un bimbo come lanciare i coriandoli “a ventaglio”. Quel gesto dice molto dello spirito ambrosiano: pratico, affettuoso, contagioso.

Dove andare e come viverlo

Se punti a Milano, scegli percorsi semplici: Duomo–Cordusio–Cairoli per restare in mezzo alla festa; Porta Venezia e Parco Sempione per un clima più disteso; i quartieri, da Lambrate a Baggio, per le tradizioni di comunità. Portati una busta per i coriandoli (eviti sprechi), acqua, salviette. Meglio i mezzi: in questi giorni, di solito, il trasporto pubblico potenzia le linee; gli orari definitivi vanno verificati sui canali ufficiali. Se viaggi con bambini, segnati una panetteria di fiducia: le castagnole spariscono presto.

Fuori Milano, molte città continuano con visite guidate in costume, laboratori per famiglie, balli in piazza. Le proposte cambiano di anno in anno: senza un programma certo, è corretto dire che l’offerta sarà ampia ma locale. Vale il passaparola, vale fermarsi dove senti una banda provare.

Il bello di questo sabato è il passo. Nessuno impone la corsa. Puoi scegliere il pieno dei carri o la calma dei rioni. Puoi guardare, o entrare in gioco con un trucco sul viso. A fine giornata, quando trovi coriandoli nelle scarpe, ti chiedi sempre la stessa cosa: quale parte di te hai liberato, dietro quella maschera? E domani, come la custodirai?