L’Inps ha mandato centinaia di lettere: per un giorno di lavoro perdi un anno di pensione

Ci crederesti che un giorno di lavoro di troppo può farti perdere anche un anno intero di pensione? L’Inps ha già inviato diverse lettere.

Tra un giorno e un anno c’è un’enorme differenza eppure un solo giorno può vanificare un intero anno, soprattutto quando si parla di pensioni in Italia. Centinaia di persone stanno vivendo questa amara situazione sulla propria pelle: un solo giorno e si rischia di compromettere tutto.

donna anziana con le mani sulla faccia
L’Inps ha mandato centinaia di lettere: per un giorno di lavoro perdi un anno di pensione/milano.cityrumors.it

La pensione, ormai, più che un diritto sembra essersi trasformata in un bersaglio mobile che continua a spostarsi e che diventa sempre più difficile da raggiungere. Per il 2026 l’età di uscita resterà ancora la medesima ma dal 2027 in avanti si prevedono aumenti del requisito anagrafico in linea con l’aumento dell’aspettativa di vita media. Il blocco dell’età sarebbe una ferita troppo grande per le casse dell’Inps.

Ma anche una volta raggiunto l’obiettivo, non pensiate che sia per sempre: l’Inps dà ma l’Inps può anche esigere indietro e noi non possiamo sicuramente sottrarci. Diversi pensionati si trovano in una situazione veramente tragica: per aver lavorato un giorno di troppo ora devono restituire all’Inps l’importo di un intero anno di pensione.

Lavorare dopo la pensione: in questi casi non puoi

Un solo giorno di lavoro, magari per fare la comparsa in uno spot pubblicitario o anche solo per aiutare tuo figlio nella sua pizzeria, può costarti un intero anno di pensione. Pensavi che si potesse ricominciare a timbrare il cartellino per arrotondare? Ebbene sbagliavi di grosso.

uomo anziano con espressione preoccupata
Lavorare dopo la pensione: in questi casi non puoi/Milano.cityrumors.it

Vige ancora molta confusione su certe regole in materia previdenziale. Molti pensano che, anche una volta raggiunta l’età della pensione, pur ricevendo l’assegno Inps, si possa tranquillamente tornare a lavorare per arrotondare. Ebbene non funziona proprio così: non sempre almeno. Chi accede alla pensione con la pensione di vecchiaia ordinaria o con la pensione anticipata ordinaria può rimettersi a lavorare senza problemi sia come dipendente che come libero professionista.

Cambia tutto, invece, per chi accede alla pensione con Ape sociale o con una delle misure a Quote come Quota 100, Quota 102 o Quota 103. In questi casi, finché non si raggiunge l’età della pensione di vecchiaia, non si può tornare a lavorare: ammesso solo il lavoro autonomo in forma occasionale ed entro il limite di 5000 euro lordi all’anno. Nello specifico un pensionato è stato chiamato a restituire all’Inps oltre 23.000 euro – l’importo di un anno di pensione – per aver lavorato con contratto subordinato un solo giorno con un compenso di circa 83.00 euro.

Dunque per aver portato a casa 83.00 euro è stato chiamato a restituirne oltre 23.000 e non è il primo caso di questo genere. La questione è arrivata prima di fronte al Tribunale di Ravenna e poi di fronte alla Corte di Cassazione ma, per il momento, si è risolto tutto con un nulla di fatto. Pertanto per un giorno di lavoro di troppo, ad oggi, si può rischiare di perdere un anno di pensione.

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