Una serata in cui la voce di Dante torna a battere nel petto, tra luci basse e silenzi attenti. A Rho, il teatro diventa bussola: si entra nella selva e si esce con gli occhi pieni di pace, amore e domande buone.
Il Dantedì cade il 25 marzo. Dal 2020 è la giornata nazionale che onora Dante Alighieri. Si è scelta questa data perché, secondo la tradizione, nel 1300 inizia qui il viaggio della Commedia. È un segno semplice. Ma dice una cosa chiara: Dante ci riguarda.
Rho raccoglie il testimone. Il Teatro Civico Roberto de Silva ospita giovedì 26 marzo 2026 il professor Gianni Vacchelli. È narratore, dantista, docente. Porta un incontro dal titolo netto: “Dante poeta della pace e dell’amore. L’attualità della Commedia oggi”. L’orchestra, qui, è la parola. Il palcoscenico, la memoria di tutti.
Me lo immagino così. Le poltrone si fermano. La prima terzina apre un varco. La lingua è antica, ma l’orecchio capisce. Quando la poesia è letta ad alta voce, la distanza si accorcia. Valeva nel Trecento. Vale ora.
Vacchelli propone una traversata. Si parte dalla “selva oscura” (Inferno I). Si incontra la “lupa”, fame che divora e divide. Si risale verso la “candida rosa” (Paradiso XXXI), immagine di armonia, comunità, pace. La rotta si chiude con l’“amor che move il sole e l’altre stelle” (Paradiso XXXIII). È un filo teso tra paura e fiducia. Tra smarrimento e sguardo alto.
Un Dante vivo nel presente
Qui sta il punto. In un tempo di guerre, polarizzazioni, crisi di senso, la Commedia non è reliquia. È un poema spirituale e insieme civile. Denuncia l’arroganza del potere. Non gira la testa dall’altra parte davanti all’ingiustizia. Invita a una coscienza più ampia dell’umano, dentro un cosmo che resta mistero. La tradizione delle letture pubbliche di Dante, viva da secoli, nasce proprio da questo bisogno di comunità intorno alla parola. In teatro lo si sente meglio. Il respiro collettivo dà corpo ai versi. La lingua si fa presente.
“Dante è vivo e parla all’uomo di oggi”, ricorda Gianni Vacchelli. La proposta è concreta. Non si chiede di venerare un monumento. Si chiede di ascoltare un maestro che tiene insieme bellezza, ricerca interiore e impegno per la verità e la giustizia. Esempi? La ferita inflitta dall’avidità nei canti dei fraudolenti. La sete d’acqua e d’anima di Ulisse. La pietà che si impara con Virgilio e poi si trasforma in responsabilità con Beatrice. Sono scene note. Ma, rilette ad alta voce, cambiano pelle.
Informazioni pratiche
L’incontro “Dante poeta della pace e dell’amore. L’attualità della Commedia oggi” è in programma al Teatro Civico Roberto de Silva di Rho il 26 marzo 2026. L’ingresso è gratuito. È richiesta la prenotazione sul sito del teatro: https://www.teatrocivicorho.com/fuoristagione. L’orario non è indicato al momento: prima di uscire di casa, è bene verificare eventuali aggiornamenti online.
Una nota utile per chi porta ragazzi e ragazze. La Commedia, letta con ritmo e immagini, funziona. Anche per chi la studia a scuola. Soprattutto in sala, dove la voce disegna percorsi e le parole diventano luoghi.
Forse è questo il regalo del Dantedì a Rho: scoprire che non serve essere esperti per camminare con Dante. Basta sedersi, lasciare il telefono in tasca e ascoltare. Cosa ci muoverà, uscendo nel buio di marzo, quando il cielo sopra il teatro sembrerà a portata di mano?




