Operazione “Genus Album” | Propaganda filonazista, perquisizioni in tutta Italia

La Polizia di Stato ha eseguito numerose perquisizioni su tutto il territorio nazionale nell’ambito dell’Operazione “Genus Album”, indagati dodici giovani per propaganda suprematista e filonazista

Bandiere e testi politici, maglie ‘nostalgiche’ del regime nazista, ma anche armi. Ha aperto un vaso di pandora inquietante l’indagine condotta dalla procura di Milano e dalla procura dei minori che è culminata con l’Operazione Genus Album.

Propaganda Filonazista
Elementi di propaganda, ma anche armi tra gli oggetti sequestrati – Credits Polizia di Stato (Milano.CityRumors.it)

Si tratta di uno dei più importanti e significativi interventi da parte delle forze dell’ordine nel contrasto all’estremismo e alla propaganda suprematista e filonazista in rete.

Propaganda filonazista, età media 20 anni

La cosa sconcertante è che l’inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di alcuni giovanissimi – dai 17 ai 24 anni – tutti coinvolti a vario titolo in una inchiesta che si è dipanata attraverso regioni diverse, anche lontanissime.

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Dodici le perquisizioni condotte in diverse regioni italiane, tra cui Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana, Puglia, Campania, Calabria e Basilicata. Le accuse mosse agli indagati riguardano propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’attività investigativa è stata coordinata dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Lombardia, con la collaborazione della DIGOS e della Polizia Postale, e si inserisce nel monitoraggio continuo della rete internet, uno degli obiettivi primari della Polizia Postale.

Telegram e la propaganda filonazista

Il gruppo era molto attivo on line e utilizzava le piattaforme chat, in particolare Telegram, per contattare persone potenzialmente interessate alla diffusione di messaggi che non erano solo di interesse politico.

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Proprio Telegram si è rivelata il fulcro delle attività dei gruppi indagati. Al suo interno numerose le chat private all’interno delle quali i membri condividevano ideologie estremiste, promuovendo la superiorità della razza bianca, l’antisemitismo e l’odio razziale. Le conversazioni analizzate dagli investigatori evidenziano un’esplicita adesione all’ideologia della cosiddetta Terza Posizione e un crescente radicalismo.

La Terza Posizione

La cosiddetta Terza Posizione è un’ideologia politica di estrema destra che mescola elementi del fascismo e del nazismo con un’opposizione estrema e violenta a capitalismo e comunismo, posizionandosi come alternativa a entrambi i sistemi economici e politici tradizionali. È spesso associata a gruppi e movimenti neofascisti, suprematisti o ultranazionalisti.

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In queste chat, gli indagati esprimevano propositi violenti verso chi non rispondeva ai tratti distintivi della cosiddetta “razza ariana”. Tuttavia, l’attività virtuale non era considerata sufficiente dai membri: emergeva un chiaro intento di “tirare fuori i camerati dal virtuale”, trasformando il dialogo online in azioni concrete. Questo proposito si concretizzava nell’organizzazione di raduni in presenza e nella promozione di attività mirate a “cambiare lo stato delle cose”.

Materiali sequestrati durante le perquisizioni

Cambiare le cose in modo non necessariamente virtuale, e nemmeno con la forza del pensiero. L’obiettivo era quello di organizzare missioni e spedizioni di carattere paramilitare.

Le perquisizioni, effettuate ieri hanno portato al sequestro di numerosi materiali di interesse investigativo.

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Tra questi armi da fuoco e da softair: tra cui un fucile e una pistola automatica, ma anche simboli di propaganda nazista. E dunque bandiere con svastiche, simboli fascisti e volantini propagandistici, oltre a un gran numero di dispositivi elettronici come computer, smartphone e account social utilizzati per diffondere contenuti suprematisti.

Tra il materiale sequestrato anche tre fucili da caccia.

Propaganda Filonazista
Una pistola e il Mein Kampf di Hitler tra i materiali sequestrati – Credits Polizia di Stato (Milano.CityRumors.it)

Propaganda Filonazista, indagati giovanissmi

Gli indagati coinvolti nell’Operazione “Genus Album” hanno un’età compresa tra i 17 e i 24 anni. Il gruppo è composto prevalentemente da studenti, tra cui un minorenne: studente dell’ultimo anno di scuola superiore e numerosi studenti universitari iscritti a facoltà come Lingue, Storia, Filosofia, Lettere Classiche e Veterinaria.

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Uno solo di loro lavorava, è un ventiquattrenne – il più grande – originario della provincia  comasco e impiegato presso una fabbrica in Svizzera, l’unico con un’occupazione stabile.

Metodologia investigativa e prossimi passi

Le perquisizioni, condotte alle prime luci dell’alba, sono state organizzate in stretta collaborazione tra gli uffici territoriali della Polizia Postale e le DIGOS regionali. Il monitoraggio delle chat su Telegram ha permesso di raccogliere numerose prove, successivamente integrate con i materiali sequestrati.

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Le analisi digitali hanno fornito riscontri concreti su quanto già emerso, consentendo agli investigatori di acquisire ulteriori elementi per il proseguimento delle indagini. Questi sviluppi rappresentano una tappa cruciale per contrastare la diffusione di ideologie suprematiste nel panorama digitale italiano.

La fase preliminare delle indagini

L’intera operazione si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. È importante ricordare che, secondo la normativa italiana, gli indagati sono considerati innocenti fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva.

Le autorità continueranno a monitorare la rete e a perseguire attività che promuovano la discriminazione e la violenza, ribadendo l’importanza della collaborazione tra diverse sezioni investigative per contrastare fenomeni di radicalizzazione.

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