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Cronaca

Fiamme nel carcere minorile Beccaria: il rogo partito da una cella. Ipotesi rivolta

L’incendio nel cuore della notte ha invaso il carcere minorile Beccaria di Milano proprio nel giorno di insediamento del nuovo direttore. Il rogo partito dal materasso dato alle fiamme in una cella. Secondo la Polizia penitenziaria è stata una rivolta

Era previsto per oggi l’arrivo del nuovo direttore del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, l’istituto penitenziario agli onori della cronaca per i recenti fatti di soprusi e torture perpetuati dai 13 agenti penitenziari ai detenuti minori.

In fiamme il carcere minorile Beccaria di Milano, l’incendio partito da una cella al secondo piano. Ipotesi di una rivolta (ANSA) milano.cityrumors.it

Ed è proprio questa notte che all’interno della struttura detentiva un altro “scandalo” ha preso piede quando da una cella al secondo piano si è scatenato l’inferno. Prima una coltre di fumo nero, poi le fiamme che hanno invaso parte dell’edificio.

L’intervento dei vigili del fuoco al Beccaria

Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco intervenuti per domare il rogo, le fiamme sono scaturite dal materasso sito in una cella invadendo anche altre tre celle dello stesso piano. Tre le ore di lavoro dei pompieri per spegnere l’incendio che, fortunatamente non ha coinvolto nessuna persona.

In fiamme il carcere minorile Beccaria di Milano, l’incendio partito da una cella al secondo piano. Ipotesi di una rivolta (ANSA) milano.cityrumors.it

Sulle cause sono ancora in corso le indagini ma, secondo quanto riferisce il Sappe – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, l’incendio potrebbe essere stato appiccato dai detenuti come forma di “rivolta”(forse) contro i 47 nuovi poliziotti giunti nella casa circondariale dopo gli arresti e la sospensione dei 21 agenti nonché l’arrivo, previsto per oggi, lunedì 6 maggio 2024, del nuovo direttore del Beccaria.

L’incendio

Il rogo è scoppiato intorno alle 2 di questa notte e parte dei detenuti è stata fatta uscire dall’edificio per ragioni di sicurezza. Intervenuti per domare le fiamme quattro squadre di vigili del fuoco che hanno finito il loro lavoro intorno alle 5 di questa mattina.

Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia del Sappe, ha detto: “Stanotte c’è stata in rivolta che ha coinvolto molti detenuti. Alcuni di questi, dopo la mezzanotte, hanno dato fuoco ai suppellettili della cella e, una volta usciti, hanno devastato tutto buttando giù blindi e spaccato finestre”.

Al momento dell’incendio al Beccaria erano presenti solo quattro unità di Polizia Penitenziaria e per ripristinare l’orine e la sicurezza interna del carcere sono stati richiamati in servizio alcuni agenti. Fortunatamente, non risultano feriti né tra i minori detenuti né tra gli agenti di Polizia Penitenziaria. Al momento, conclude Greco: “I minori sono ristretti in celle senza blindo e sembra che tutti i detenuti maggiorenni presenti al Beccaria saranno trasferiti”.

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Sappe: “Situazione complessa e problematica”

Il segretario generale Sappe, Donato Capece, come riporta stamani il Giorno, ha dichiarato in merito alla situazione del carcere Beccaria: “Da anni, specie da quando la politica ha deciso che anche i maggiorenni fino a 25 anni possono essere ristretti nelle carceri minorili, abbiamo chiesto inutilmente ai vertici del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità che le politiche di gestione e di trattamento siano adeguate al cambiamento della popolazione detenuta minorile.

“Popolazione che è sempre maggiormente caratterizzata da profili criminali di rilievo già dai 15/16 anni di età e contestualmente da adulti fino a 25 anni che continuano ad essere ristretti. La realtà detentiva minorile italiana, come denuncia sistematicamente il Sappe, è più complessa e problematica di quello che si immagina”.

L’istituto penitenziario minorile di Milano è da tempo al centro dell’attenzione mediatica a causa delle violenze venute a galla ai danni di detenuti per i quali è stata aperta un’inchiesta che ha visto in manette anche 13 agenti della Polizia penitenziaria e la sospensione dal servizio di altri 8 poliziotti.