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Le vittime di terrorismo e mafia e il museo diffuso a loro dedicato

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Fonte foto Comune di Milano

La Casa della Memoria fa da sfondo, questa mattina, alla presentazione dell’iniziativa “Milano, le stragi e il terrorismo – Museo Diffuso Urbano”, la prima mappa cittadina che rievoca le vittime e i luoghi delle stragi, dagli anni della strategia della tensione a quelle di mafia, con l’ausilio di documenti, fotografie e atti processuali.

fonte foto Comune di Milano

Proprio per questo si è scelto il 10 maggio che commemora le vittime del terrorismo e che ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé, dell’assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data Lorenzo Lipparini, del coordinatore regionale per la Lombardia di AIVITER Maurizio Campagna, del presidente della Fondazione Carlo Perini Christian Iosa, di Federica Dendena e Carlo Arnoldi per l’associazione familiari delle vittime della strage di piazza Fontana.

L’iniziativa è nata con il supporto scientifico del Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Rotary Club Milano e si inserisce tra le attività della piattaforma Milano è Memoria.
La mappa virtuale permetterà dunque di conoscere le vittime grazie all’ausilio di schede biografiche, fotografie, documenti o atti processuali, come nel caso di Piazza Fontana.

“Si tratta del primo passo per la costruzione di una serie di itinerari, da percorrere online o nelle strade, per approfondire la conoscenza di fatti storici importanti per la nostra città e più in generale per il Paese” ha commentato Lipparini.
“Uno strumento prezioso in particolare per i più giovani – ha aggiunto Bertolé – per le scuole e per tutti quelli che volessero ricordare e approfondire con documenti selezionati dagli studiosi episodi che hanno segnato col sangue la storia italiana”.

Il sito, che vedrà la sua collezione di schede e informazioni in costante aggiornamento, è stato dedicato alla memoria di Antonio Iosa, gambizzato dalle BR nel 1980 per il suo impegno nella diffusione della cultura soprattutto nei quartieri popolari di Milano. Iscritto tra i “grandi” al Famedio del Cimitero Monumentale ha ricevuto nel 2002 la Medaglia d’oro di Civica Benemerenza del Comune di Milano e nel 2010 la “Medaglia d’oro di Vittima del terrorismo” dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.