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Antinori: concessi gli arresti domiciliari

Antinori

Il ginecologo Severino Antinori, condannato in Cassazione a 6 anni e 6 mesi nel 2019 per la vicenda di alcuni ovociti rubati a un’infermiera che lavorava nella sua clinica milanese, sconterà la pena agli arresti domiciliari.

Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha dunque accolto la richiesta della difesa che adduceva precarie condizioni di salute legate a problemi di natura cardio vascolare.

I fatti risalivano al 2016 e avevano coinvolto anche la segretaria della clinica Bruna Balduzzi e l’anestesista Antonino Marcianò che avevano poi patteggiato in appello due anni.

I legali di Antinori, inoltre, hanno fatto sapere che non appena si renderanno disponibili le motivazioni della sentenza in Cassazione, faranno ricorso alla Corte europea dei diritti dell’Uomo.
Uno dei due, Carlo Taormina ha spiegato: “[…] Uno scienziato non può essere considerato un rapinatore e una donna che dona ovociti non può essere considerata un bene patrimoniale. L’ovocita è la metà della vita e i nostri giudici lo considerano semplicemente una cosa mobile che può essere rubata o rapinata. Davanti alla Corte europea agiremo contro l’Italia”.

Antinori è noto per la sua attività di ricerca nell’ambito della fecondazione in vitro e fece scalpore quando nel 1994 rese possibile la maternità a una donna di 64 anni.