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Coronavirus: la Francia si appresta a ridurre l’isolamento da 14 a 7 giorni

Gimbe

La Francia sarà il primo paese europeo a ridurre il tempo di isolamento – in caso di positività al coronavirus – dagli attuali 14 giorni a 7.

La misura è stata spiegata dal ministro della Salute Olivier Véran che ha spiegato: “Siamo più contagiosi nei primi 5 giorni dopo l’apparizione dei sintomi o che seguono la positività di un tampone. In seguito la contagiosità diminuisce in modo molto netto, e dopo una settimana resta ma molto debole”.
A detta dello stesso ministro, se approvato, il provvedimento consentirà anche una maggiore adesione alle regole da parte dei cittadini, spesso restii a rivivere fasi di isolamento prolungate.
L’iniziativa ha già trovato il plauso del mondo imprenditoriale che vede nelle minori restrizioni la possibilità di riprendere a produrre con maggiore continuità.
La Francia è anche, tuttavia, il paese europeo con il maggior numero di nuovi contagi arrivati negli ultimi giorni a sfiorare quota 7.000 nonostante i ripetuti appelli alla responsabilità individuale e al rispetto delle norme in vigore da parte del presidente Emmanuel Macron.
I dipartimenti – le suddivisioni in cui si articolano le regioni del paese –  interessati da nuovi focolai sono già 19, incluso quello di Strasburgo, tanto che è stato deciso di trasferire la prossima plenaria dell’Europarlamento a Bruxelles.
È di queste ore, inoltre, la notizia che il premier Jean Castex dovrà essere sottoposto a tampone per essere stato a contatto con il direttore del Tour de France, già positivo al virus.

La notizia della decisione francese ha suscitato, come è ovvio, anche l’interesse di altri paesi. In Italia, il  viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ha commentato che se ci saranno evidenze scientifiche sull’opportunità di questa misura, anche il nostro paese potrebbe seguire l’esempio.

Le prime considerazioni del mondo scientifico hanno visto la dichiarazione di Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova che si è mostrato favorevole a un provvedimento simile commentando: “Se la Francia abbassa a 7 giorni e a Ventimiglia restano 14 giorni, non ha senso”. Ha riprova della correttezza della decisione francese, almeno su base teorica, ha quindi citato studi condotti dal Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, Stati Uniti.
Ci sono evidenze affidabili che dicono che il picco della contagiosità si manifesta entro 5 giorni dal contatto con la malattia per poi decrescere nei giorni successivi.

Dello stesso parere il prof. Massimo Galli direttore responsabile del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco che, nel corso di una trasmissione televisiva di ieri sera 8 settembre, diceva sì all’isolamento più breve ma solo se la diagnostica diventa ancora più tempestiva. L’intervento è stato poi ripreso anche da Tgcom24.

Più cauta l’immunologa Antonella Viola che sostiene di insistere piuttosto, sui test di ultima generazione come gli antigenici. Sui tempi, a suo dire, si potrebbe scendere a un isolamento di 10 giorni. I sette scelti dalla Francia potrebbero essere troppo pochi per escludere il rischio di contagio.