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La tecnologia per salvare l’ambiente

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Le ultime novità tra nuovi materiali e nuovi prodotti.

L’uso della tecnologia per la salvaguardia del Pianeta compie continui passi in avanti.
Lo testimonia un recente articolo comparso sul sito di informazione tecnologica ZDnet che descrive le ultime cinque soluzioni che stanno dando risultati promettenti.

Vediamo, nel dettaglio, di cosa si tratta:

  • Il vetro solare: un materiale che dovrebbe riuscire a combinare la trasparenza e la possibilità di produrre energia. Al momento il limite di questa tecnologia è proprio il mancato equilibrio tra questi due aspetti. Ci sta lavorando l’Università del Michigan che è arrivata a produrre un vetro con il 15% di efficienza energetica e che lascia passare il 50% della luce.
  • Il grafene: è uno strato ultra sottile di grafite scoperto per la prima volta nel 2004 all’Università di Manchester. Ha una resistenza superiore all’acciaio e può essere più sottile della carta. È anche un ottimo conduttore. Questo materiale può avere diversi utilizzi che comprendono la filtrazione dell’acqua, il trasferimento di energia su grandi distanze con perdite molto ridotte e usi fotovoltaici.
  • La plastica vegetale: la vera novità in questo campo sta nel puntare sulle versioni anche biodegradabili. Al momento esiste solo un’azienda indonesiana che la produce dal 2014 a partire dalla manioca.
  • Le batterie sostenibili: si lavora a trovare un sostituto del litio che garantisca uguale potenza e durata. Al momento sembra dare risultati promettenti un prototipo sviluppato da un’azienda californiana. Sono batterie acquose a flusso di zolfo. La produzione ha prezzi inferiori rispetto alle batterie tradizionali e sembra che anche i tempi di conservazione siano più lunghi delle batterie attuali.
  • Sensori ambientali: ne esistono già e sono molto utili per monitorare l’inquinamento dell’aria e dell’acqua.
    In questo caso la tecnologia punta a realizzare sensori indossabili e sensori destinati agli edifici per tenere sotto controllo i consumi e limitare gli sprechi.