‘Ndrangheta, chiusa farmacia a Caiazzo

Il Comune ha revocato la licenza dopo un'interdittiva della Prefettura

Un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Milano ha posto fine all’attività della farmacia di piazza Caiazzo, la cui licenza è stata revocata dal Comune in seguito al provvedimento emesso per l’accusa di legami con la ‘ndrangheta.

All’interno dell’esercizio lavorano la figlia di Giuseppe Strangio, ex direttore delle Poste di Siderno finito in carcere nel marzo 2016 per un traffico di stupefacenti gestito dalla famiglia ‘ndranghetista di San Luca, e il figlio del boss Giuseppe Calabrò. Già accostata una prima volta a un’inchiesta sull’attività delle ‘ndrine in Lombardia, la farmacia è tornata al centro delle indagini per un presunto traffico illegale di farmaci contro il tumore su cui stanno faceno luce i carabinieri del Nas.

Ed è proprio questo presunto coinvolgimento che ha portato la Prefettura alla decisione di chiudere l’attività della farmacia.