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Saluti romani al Campo X, la Procura ricorre contro l’assoluzione

Il pubblico ministero Piero Basilone ha proposto appello contro l’assoluzione di quattro dirigenti di Lealtà Azione, gruppo di estrema destra, imputati per i saluti romani al campo X del Cimitero Maggiore di Milano, dove ogni anno si riuniscono i nostalgici della Repubblica sociale per commemorare i caduti.

Secondo il giudice Alberto Nosenzo manca “il requisito del pericolo concreto”, in quanto la manifestazione non avrebbe “travalicato il ristretto ambito della commemorazione dei defunti, così non assumendo connotati di pericolo concreto”

L’Anpi plaude alla decisione della Procura. “Particolarmente importante la decisione della Procura della Repubblica di Milano di ricorrere in appello contro l’assoluzione di quattro dirigenti neofascisti di Lealtà e Azione, imputati per una manifestazione di aperta apologia del fascismo, svoltasi, proprio nella ricorrenza dell’anniversario della Liberazione, il 25 aprile 2016, al Campo X del Cimitero Maggiore. In quel campo non sono tumulati soltanto semplici aderenti alla repubblica di Salò, ma gerarchi fascisti come Alessandro Pavolini, ultimo segretario del partito fascista repubblicano, Francesco Colombo, capo della legione autonoma Ettore Muti, che operò nella caserma di via Rovello (poi sede del Piccolo Teatro), Armando Tela, uno dei luogotenenti della famigerata banda Koch che aveva sede a Villa Triste”.