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Rivalutazione dell’Assegno di Maternità dei Comuni per i Neonati del 2026: Aggiornamenti dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia

Un aiuto che segue il costo della vita: per i neonati del 2026 il Dipartimento per le Politiche della Famiglia annuncia la rivalutazione dell’assegno di maternità dei Comuni. Cosa cambia, cosa aspettarsi, come prepararsi in tempo utile.

Il primo mese con un neonato rimette in riga il budget. Pannolini, visite, bollette che non aspettano. In questo quadro, il “piccolo grande” sostegno che arriva dal Comune conta eccome. L’assegno di maternità dei Comuni non fa rumore, ma fa la differenza quando la busta paga trema o non c’è.

È una misura prevista dall’art. 74 del D.Lgs. 151/2001. La domanda si presenta al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita o dall’adozione. L’INPS paga, di norma, in 5 rate mensili. Serve un ISEE in corso di validità. È pensato per chi non ha altre indennità di maternità, oppure per riconoscere la quota “differenziale” se l’importo comunale è più alto dell’indennità percepita.

Arriviamo al punto. La Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le Politiche della Famiglia ha comunicato la rivalutazione per il 2026. Una notizia attesa, perché ogni anno gli importi e le soglie si aggiornano con l’indice ISTAT dei prezzi. Ad oggi, non risultano pubblicati gli importi definitivi né le nuove soglie ISEE in Gazzetta Ufficiale: finché non esce il provvedimento, i numeri restano in via di definizione. È corretto essere prudenti.

Nel frattempo, guardiamo l’orizzonte con dati solidi. Nel 2023 l’assegno totale era di 1.917,30 euro (in 5 mensilità). La logica non cambia: importi e soglie si muovono insieme al costo della vita, per proteggere il potere d’acquisto. Non promette miracoli, ma schermare l’inflazione nei primi mesi di vita serve.

Cosa cambia con la rivalutazione 2026

Importo ritoccato. La “dote” per i nati nel 2026 salirà rispetto agli anni precedenti, in linea con la dinamica dei prezzi. L’adeguamento scatterà con l’atto ufficiale del Dipartimento e la successiva comunicazione INPS.

Soglie ISEE aggiornate. Anche i limiti di accesso si alzano. Questo può includere famiglie che l’anno scorso erano appena sopra soglia.

Tempistiche. Lo schema è rodato: provvedimento del Dipartimento, pubblicazione, messaggio/circolare INPS, recepimento dei Comuni. Controlla il sito del tuo Comune e il portale INPS: i moduli cambiano poco, ma le diciture sì.

Esempi pratici. Parti gemellari? L’assegno si riconosce per ciascun figlio. Adozione o affidamento preadottivo? Stesse regole sui termini. Hai un’indennità di maternità da lavoro? Potresti avere diritto alla differenza se l’assegno comunale risulta più alto.

Chi può richiederlo e come muoversi

Requisiti base. Residenza in Italia. Cittadinanza italiana o UE; per i cittadini di Paesi terzi, un titolo di soggiorno idoneo e di lungo periodo. Conviene verificarlo presso l’ufficio politiche sociali del Comune.

Documenti. ISEE 2026 con DSU aggiornata, documento d’identità, codice fiscale di madre e neonato, IBAN, eventuale attestazione su altre prestazioni di maternità.

Passi concreti. Prenota il CAF per la DSU già all’ottavo mese di gravidanza. Prepara l’IBAN del conto dove vuoi l’accredito. Segna una data sul calendario: 6 mesi passano in fretta.

Errori comuni. ISEE scaduto, IBAN errato, domanda oltre termine. Evitali con una checklist semplice.

Compatibilità. L’assegno dei Comuni è compatibile con l’Assegno Unico per i figli: sono misure diverse. Occhio solo alla sovrapposizione con indennità di maternità da lavoro, come detto.

C’è un filo che unisce carte, indici e cifre: il tempo. Un aiuto funziona se arriva quando serve. Se aspetti un bimbo nel 2026, gioca d’anticipo: prepara i documenti, tieni d’occhio l’aggiornamento ufficiale e parla con il tuo Comune. Poi pensa a quel primo passeggino sotto casa, la sera. È lì che la politica pubblica incontra la vita vera. E tu, quale piccolo intoppo vuoi togliere di mezzo prima che arrivi il pianto della notte?