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Procura di Milano: quali sono i reati in aumento

La Procura di Milano ha presentato il suo Bilancio di responsabilità nel quale dà conto del suo operato e dei reati in crescita nel 2021.

Al primo posto, per frequenza, in Lombardia, si colloca il crimine informatico – gli hacker che attaccano questo o quello – che ha registrato un aumento di circa il 50%.
Nel testo si legge: “I cyber-attacchi sono cresciuti del 246% nel 2020 in Italia”. È indubbio che il mondo delle imprese debba impegnarsi ad investire di più e con più regolarità nella cyber-sicurezza dei propri sistemi informatici”.
Se questa è l’indicazione per le aziende che subiscono attacchi informatici – e la lista comprende Luxottica, SIAE, San Carlo e Mediaworld – il report mette in evidenza anche “la parziale inadeguatezza degli strumenti di indagine attualmente a disposizione della Procura per combattere questi nemici transnazionali”.

Sempre nel Bilancio si legge che gli altri due reati in aumento sono stati le “nuove forme di schiavitù” ovvero gli episodi di caporalato che hanno coinvolto i rider e l’usura.
Nel primo caso il lavoro investigativo della Procura ha permesso di: “inquadrare gli oltre 60mila rider, originariamente qualificati quali collaboratori occasionali come lavoratori para-subordinati” con il risultato che ora hanno le stesse garanzie dei lavoratori regolarmente inquadrati.

Per quanto riguarda il reato di usura l’aumento si spiega per la crisi economica innescata dalla pandemia. Sempre più aziende ed esercizi commerciali, per non parlare delle famiglie dove qualcuno ha perso il lavoro per colpa della crisi economica innescata dal covid, finiscono nelle mani degli usurai. Per concludere, il bilancio fa cenno ad altri due reati in aumento che sono quelli di natura fiscale e riciclaggio e il traffico di opere d’arte.