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Partecipa alla Raccolta Firme per il Referendum sulle Disposizioni Anti-Bullismo: Ecco Come Fare

Una penna, un bancone del Comune, due minuti di tempo: a volte l’impegno civile comincia così, in silenzio. La raccolta firme per il referendum contro il bullismo non è un atto lontano: è qui, alla portata di mano.

C’è chi entra in ufficio con passo svelto, chi si ferma sulla soglia e chiede informazioni. Succede ogni giorno. Ci sono genitori che hanno visto un figlio chiudersi in camera, insegnanti che hanno imparato a leggere certe ombre nei corridoi. E ragazzi che, anche quando sorridono, mettono in tasca parole pesanti. Secondo le rilevazioni ufficiali più recenti, circa un adolescente su cinque subisce prepotenze ripetute; il cyberbullismo tocca in media un ragazzo su dieci. Numeri che si possono verificare, storie che riconosciamo.

Non è un tema “astratto”. È la differenza tra una scuola che segnala e accompagna, e una scuola che lascia correre. Tra una chat che deride e una chat che si ferma. La proposta referendaria sulle “disposizioni per la prevenzione e il contrasto degli atti di bullismo” chiama in causa proprio questo: come vogliamo agire, insieme. I dettagli del quesito, per onestà, vanno letti sui canali ufficiali del tuo Comune o del comitato promotore: qui non li inventiamo.

Perché questa firma conta

Una firma non è un sì o un no alla legge finale. È il passaggio che consente a tutti di pronunciarsi. Sostieni il diritto al voto di chi la pensa come te e anche di chi non la pensa affatto come te. È un gesto laico, semplice, che aumenta la qualità della democrazia. E ha un valore concreto: mette in agenda un tema che tocca la salute, la scuola, lo sport, le famiglie. Se un ragazzo si sente protetto, chiede aiuto prima. Se un adulto ha strumenti chiari, interviene meglio.

Come e dove firmare, senza stress

Chi può firmare: in genere gli elettori italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali. Per referendum locali possono valere regole diverse. Se non trovi indicazioni certe, chiedi all’Ufficio elettorale o all’URP: te lo confermano in un minuto.

Dove: allo sportello dell’Anagrafe, dell’URP o dell’Ufficio elettorale del tuo Comune. In molti casi ci sono tavoli dedicati alla raccolta firme.

Cosa portare: un documento di identità valido. La tessera elettorale non è sempre richiesta, ma averla può velocizzare.

Orari: verifica gli orari sul sito del Comune; alcuni uffici richiedono prenotazione.

Autenticazione: un pubblico ufficiale verifica i tuoi dati e autentica la firma. Servono pochi minuti.

Una sola volta: si firma una sola volta per ciascun quesito. Le doppie firme vengono annullate.

Scadenza: ogni raccolta ha una scadenza precisa comunicata dal Comune o dal comitato. Se non è indicata, chiedi allo sportello.

Firma digitale: in diversi territori è attiva la firma online con SPID o CIE secondo le norme vigenti. Non tutti i Comuni l’hanno attivata: controlla prima di procedere.

Accessibilità: in alcuni Comuni è possibile chiedere assistenza dedicata; per servizi a domicilio servono requisiti specifici. Informati: è un tuo diritto.

Una scena vera: fuori dall’ufficio, una mamma tiene in mano il casco e racconta a bassa voce di quel compagno di classe che prendeva in giro suo figlio. “Ora sta meglio, ma ci ho messo mesi a capirlo”. Firma. Non cambia il mondo in un colpo, ma sposta l’asse. Lo avvicina.

La cittadinanza attiva non fa rumore. Somiglia a un lunedì qualunque, a un gesto cortese allo sportello. Oggi è un foglio da firmare. Domani potrebbe essere una scuola più attenta, una panchina di cortile dove nessuno resta solo. La penna è lì: a chi la passi, adesso?