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Lara Comi: sequestro per 500 mila euro

La Guardia di Finanza ha disposto il sequestro di beni e conti correnti per una somma di oltre 500 mila euro ai danni di Lara Comi, ex vicepresidente del gruppo del PPE-Partito Popolare Europeo appartenente a Forza Italia già rinviata a giudizio nell’ambito dell’inchiesta “Mensa dei poveri” che nascondeva un sistema di mazzette, appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti ai danni dell’Unione Europea.

Il provvedimento di sequestro, in realtà, rappresenta un alto filone di quella indagine frutto della collaborazione con l’ufficio comunitario antifrode Olaf. Secondo questa indagine Comi avrebbe sfruttato fondi europei a favore di contratti per i suoi assistenti locali per un valore pari alla cifra confiscata.
Oltre alla Comi, lo stesso provvedimento è stato applicato ad altre cinque persone tra cui Gianfranco Bernieri che era formalmente incaricato di gestire i rapporti contrattuali con gli assistenti locali di Comi ma che, in realtà, le girava i soldi destinati ai contratti in contanti, sottoforma di bonifici alla sua società Europe4You o tramite carte di credito messe a disposizione di altri due collaboratori indagati.

Dell’inchiesta fa parte anche un altro filone relativo ad Andrea Aliverti, un portavoce del quale Comi fece figurare un aumento del 20% dello stipendio allo scopo però di farsi retrocedere gran parte dei soldi e impiegarli per contribuire alle spese di Forza Italia varesina reclamate da Nino Caianiello che sarebbe stato la mente di tutto il sistema corruttivo.

Per l’inchiesta Mensa dei poveri, Comi trascorse in carcere il periodo compreso tra il 14 novembre e il 5 dicembre 2019, e i pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri hanno avanzato richiesta di rinvio a giudizio.