Una mattina al mercato che diventa piazza civica: il 26 febbraio, tra profumi di frutta e voci di banco, il Comune apre il dialogo diretto con i cittadini. Un’occasione semplice e concreta per fare domande, ascoltare risposte, vedere da vicino chi decide per la città.
C’è un fascino speciale quando la politica scende tra i banchi. Lì si misura la distanza vera tra promesse e marciapiedi, tra piani e cartelli “offerta del giorno”. L’incontro pubblico al mercato del 26 febbraio nasce proprio così: faccia a faccia con Sindaco, Assessori e Consiglieri, senza filtri. È una forma di dialogo che restituisce ritmo umano alle questioni di ogni giorno.
Il contesto aiuta. Nel via vai, le priorità emergono nette: la buca davanti alla scuola, il bus che salta tre corse, il cassonetto sempre pieno, la palestra che perde, l’aiuola abbandonata. Temi concreti, misurabili, che chiedono risposte misurate. Chi arriva con un esempio chiaro di solito ottiene chiarimenti più puntuali. E quando la domanda è precisa, anche l’impegno lo diventa.
Il punto centrale è semplice e viene a metà: l’appuntamento è confermato per il 26 febbraio, nell’area del mercato cittadino. Saranno presenti Sindaco, alcuni Assessori e Consiglieri per raccogliere segnalazioni e rispondere. Gli orari, le modalità di intervento (microfono aperto, turni, eventuali domande scritte) e ogni dettaglio logistico sono indicati nella locandina allegata; al momento non ci sono altre informazioni ufficiali disponibili. Se è previsto uno spazio dedicato a temi specifici (viabilità, rifiuti, scuole, verde, tributi, cultura, sicurezza), sarà la stessa locandina a chiarirlo.
Un paio di cose pratiche. Portate con voi foto o numeri utili: metri di marciapiede rotto, giorni di attesa per una pratica, frequenza dei disservizi. Sono dettagli che rendono verificabile una segnalazione e aiutano l’ufficio competente a intervenire. Se avete più questioni, sceglietene una prioritaria e una di riserva: nel tempo contingentato, la sintesi è una forma di rispetto verso tutti.
La presenza fisica crea fiducia. In uno spazio aperto, la trasparenza è quasi un fatto di luce: si vedono gli occhi, si colgono le esitazioni, si misurano i “non lo so” che valgono come un “ci lavoriamo”. Non è poco. La città migliora quando chi governa ascolta bene e chi chiede formula bene. E spesso, tra una cassetta di arance e un taccuino, nascono soluzioni semplici: una segnaletica aggiuntiva, un calendario della pulizia più chiaro, un contatto diretto con il tecnico giusto.
Scrivete la domanda in anticipo: una frase, un luogo, un obiettivo. Indicate chi è coinvolto: residenti, commercianti, studenti. Proponete un passo concreto: cosa si può fare entro 30 giorni. Ascoltate gli altri: a volte la risposta alla vostra domanda passa da una soluzione condivisa. Annotate gli impegni presi: tornano utili al follow-up.
Accessibilità e meteo: se sono previsti interpreti, aree seduta o alternative in caso di pioggia, lo troverete nella locandina. In assenza di indicazioni certe, verificate sui canali ufficiali del Comune prima di mettervi in strada.
Un aneddoto vero di piazza: una volta un signore è arrivato con una pianta disegnata a mano del suo quartiere. Nessun software, solo matita e pazienza. Ha indicato tre passaggi pedonali mancanti. Dopo due mesi, uno era già lì. Non sempre va così, ma il metodo resta buono: chiarezza, misura, costanza.
Alla fine resta una domanda semplice: se alzassimo lo sguardo, proprio lì tra le cassette di agrumi, cosa vorremmo vedere diverso tra un mese? Portiamola al mercato, e vediamo se insieme diventa realtà.