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Incendio di via Antonini: tra le ipotesi anche “l’effetto lente”

L’incendio di via via Antonini che ha distrutto buona parte del grattacielo di 18 piani Torre dei Moro potrebbe essere partito dal così detto “effetto lente”.

Rimanendo sull’ipotesi che le fiamme siano partite dal 15mo piano, si ipotizza che un oggetto, forse il riflesso di una bottiglia di vetro, possa aver innescato la combustione di un altro oggetto, verosimilmente un rifiuto, che avrebbe fatto da detonatore.
Questa ipotesi è entrata tra quelle al vaglio degli inquirenti dopo che è stata accertata l’assenza di elettricità nell’appartamento in questione.
L’energia elettrica era infatti sospesa dai primi di giugno allorché il proprietario era partito per le ferie.

Fin qui le indagini sull’origine dell’incendio avviate dalla Procura con l’ipotesi di reato di disastro colposo. Sulla sua propagazione rimane al centro degli accertamenti il rivestimento esterno che, secondo le prime analisi condotte dal Nucleo Investigativo Anticendio, era composto da un materiale altamente infiammabile. Per la conferma si aspetta l’arrivo della documentazione tecnica che dovrebbe chiarire anche di quale materiale si tratta.

Il bilancio finale parla di 14 appartamenti interamente distrutti sui 58 che componevano l’edificio, di una 20na danneggiati e altrettanti rimasti ancora in buone condizioni ma inaccessibili in attesa delle verifiche sulla staticità dell’edificio che ha richiesto quasi una giornata di lavoro dei Vigili del fuoco per avere ragione delle fiamme.